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Pestaggio omofobo in Sardegna: la testimonianza di Angelo Ratti e la risposta della comunità

Angelo Ratti, 39enne milanese, è stato vittima di un brutale pestaggio omofobo a Porto Istana. Scopri la sua testimonianza e la risposta della comunità.

Pestaggio omofobo in Sardegna: la testimonianza di Angelo Ratti e la risposta della comunità

Il 14 agosto 2026, una serata di musica a Porto Istana, in Sardegna, si è trasformata in un incubo di violenza per Angelo Ratti, 39enne dj del collettivo queer milanese Biscotto della fortuna. L’aggressione, avvenuta presso il bar Kando Beach Porto Istana ha scatenato una reazione di solidarietà nazionale e ha sollevato importanti questioni sull’odio omofobo e sulla diseducazione giovanile.

L’aggressione e le conseguenze fisiche

Angelo Ratti era a Porto Istana con il suo collettivo per un djset. Dopo la performance, mentre stava smontando l’impianto audio, è stato aggredito da un gruppo di circa 30 persone. Gli insulti omofobi sono stati seguiti da un violento pestaggio che ha lasciato Ratti con danni all’udito e alla vista. “Sentivo le botte come un tamburo che continuava”, ha raccontato Ratti, che ha perso sensibilità alla metà sinistra del viso e non ci sente più dall’orecchio sinistro.

La violenza non si è limitata a Ratti: anche i suoi colleghi, che hanno tentato di difenderlo, sono rimasti feriti. La strumentazione è stata distrutta e un computer è stato rubato. Ratti ha denunciato l’atteggiamento discriminatorio anche del gestore del chiosco, che gli avrebbe intimato di andarsene senza saldare il compenso della serata, e di un sanitario del 118 che, dopo l’aggressione, gli ha chiesto se fosse omosessuale.

Le minacce e la denuncia

Dopo l’aggressione, Ratti ha iniziato a ricevere minacce dal padre di uno degli aggressori. L’uomo ha cercato di evitare querele con un primo approccio, per poi passare a gravi insulti e minacce di ritorsione, tentando di giustificare l’aggressione con false accuse di molestie nei confronti del figlio. “Tu non sai chi è il babbo di Nicola. Tu dalla Sardegna devi andare via”, recita uno dei passaggi dei messaggi inviati al dj milanese.

Ratti ha formalizzato la denuncia agli organi inquirenti e si appresta a svolgere gli accertamenti medici al Niguarda di Milano per quantificare i danni riportati all’udito e al volto. Le forze dell’ordine hanno identificato uno dei primi responsabili dell’aggressione, ma le indagini sono ancora in corso.

La solidarietà nazionale e la raccolta fondi

La vicenda ha fatto molto scalpore a livello nazionale e il collettivo Biscotto della fortuna ha ricevuto parecchia solidarietà. Diverse persone hanno raccolto dei fondi per acquistare la strumentazione distrutta durante il pestaggio e per sostenere le spese legali per le persone coinvolte nel brutale pestaggio. Il collettivo, tramite i social, ha ringraziato chi ha organizzato un crowdfunding e chi ha mostrato vicinanza ad Angelo Ratti.

Una parte dei fondi raccolti sarà utilizzata per ricomprare il computer sottratto a una dj del collettivo, mentre il restante sarà devoluto all’associazione benefica Checkpoint di Milano per fare la loro parte. La comunità ha anche offerto supporto psicologico e legale gratuito, dimostrando un senso di collettività profondo e meraviglioso.

Ratti ha espresso la sua gratitudine per il supporto ricevuto e ha sottolineato l’importanza di educare le nuove generazioni contro l’odio e la violenza. “Bisogna dare un allarme sociale sulla diseducazione e sull’educazione all’odio e alla violenza di una giovane generazione”, ha dichiarato. “E ci sono genitori che non sanno quale influenza stanno dando ai propri figli”.

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