L’estate 2026 in Sardegna è stata caratterizzata da temperature record e ondate di calore intense, con conseguenze preoccupanti per la fauna selvatica. Gli ambientalisti del Grig e della Lega per l’abolizione della caccia hanno richiesto alla Regione e al ministero dell’Ambiente la sospensione della stagione venatoria 2026-2027 per evitare un grave danno ecologico.
Temperature estreme e impatto sulla fauna
Dal 14 luglio, la Sardegna è stata interessata dall’ondata di calore più intensa di questa stagione estiva, causata da una risalita d’aria calda proveniente dal deserto algerino. Secondo i dati rilevati dai 308 sensori della rete meteorologica di Arpa Sardegna, il fenomeno ha interessato tutto il territorio regionale, con temperature massime superiori a 40°C in 233 stazioni (il 75% della rete) e superiori ai 45°C in 53 stazioni (il 17% della rete).
Record di temperatura a Orani
Il Dipartimento Meteoclimatico di Arpa Sardegna, con il supporto di Siap-Micros, ha validato la temperatura massima di 48,4 gradi, registrata nel Comune di Orani il 19 luglio 2026. Queste condizioni climatiche estreme, combinate con un alto tasso di umidità relativa, hanno determinato un severo disagio per la popolazione e un impatto negativo sulla fauna selvatica.
La richiesta di sospensione della stagione venatoria
Gli ambientalisti del Grig e della Lega per l’abolizione della caccia hanno evidenziato che le eccezionali condizioni climatiche persistenti sull’intera Isola hanno avuto un effetto negativo non solo sulla popolazione umana, ma anche sulla fauna selvatica, che non può usufruire di condizionatori o ventilatori. Questo ha portato a pesanti conseguenze sulla sopravvivenza delle specie faunistiche.
Per questo motivo, è stata richiesta all’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente l’adozione di un provvedimento di sospensione della stagione venatoria 2026-2027, come previsto dalla normativa vigente. In caso di inattività regionale, è stata chiesta al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica l’adozione di un’ordinanza specifica per evitare un grave danno ecologico alla fauna selvatica isolana.
Sono stati coinvolti per opportuna informazione la Commissione europea, l’Ispra, il corpo forestale e di Vigilanza Ambientale, al fine di garantire una gestione adeguata della situazione e proteggere la biodiversità della Sardegna.



