La scomparsa di Giovanni Orani, l’imprenditore sassarese di 44 anni, ha avuto un epilogo tragico. Dopo giorni di ricerche, il suo corpo è stato ritrovato senza vita nella serata di ieri, 23 agosto, nella zona di Scala di Giocca. La notizia ha scosso profondamente la comunità locale, che aveva seguito con apprensione le operazioni di ricerca.
Le circostanze della scomparsa
L’allarme era scattato venerdì 21 agosto, quando Orani si era allontanato dalla sua abitazione in via Emilio Lussu, a Sassari, senza portare con sé il telefono cellulare e i documenti. Da quel momento, familiari, forze dell’ordine e soccorritori avevano avviato una vasta operazione di ricerca, coinvolgendo anche i social network, dove l’appello per il suo ritrovamento aveva raggiunto numerose località del Nord Sardegna.
Il drammatico ritrovamento
Intorno alle 20.30 della scorsa notte, i Vigili del Fuoco di Sassari sono intervenuti sulla SS127, presso Scala di Giocca, su segnalazione delle Forze dell’Ordine. Qui, hanno trovato un’autovettura precipitata in un burrone, a circa 30 metri di profondità. All’interno dell’abitacolo, purtroppo, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Orani.
Le operazioni di recupero
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche il personale SAF del Comando per le manovre di recupero, la Polizia Scientifica per i rilievi, il 118, il magistrato, il medico legale, i Carabinieri e la Polizia Locale di Sassari. Le operazioni di recupero sono state complesse e delicate, richiedendo l’impiego di mezzi specializzati e personale esperto.
Un concerto indimenticabile
Mentre la città di Sassari viveva un momento di grande dolore, a Cabras si è svolto un evento che ha portato un po’ di allegria e musica. I Subsonica hanno tenuto un concerto nella piazza Stagno, nell’ambito del Dromos Festival. La serata ha registrato il sold out, con una piazza gremita di appassionati provenienti da tutta la Sardegna.
Un viaggio musicale di trent’anni
Samuel, Max Casacci e i loro compagni hanno suonato per oltre due ore, mescolando brani del loro ultimo disco “Terre Rare” con alcuni dei loro successi più celebri. Dal brano “Liberi tutti” a “Nuova Ossessione”, passando per “Nuvole rapide”, “Veleno” e “Discoteca Labirinto”, il pubblico ha cantato e ballato insieme alla band, creando un’atmosfera di grande complicità.
Un omaggio alla Sardegna
Nel corso del concerto, sono stati proiettati sul grande schermo alle spalle dei musicisti video e immagini legati ai temi affrontati nel nuovo lavoro, dalla guerra allo sfruttamento dei popoli e alle diverse forme di intolleranza. Il concerto si è chiuso con un omaggio alla Sardegna e una frase che racchiude il rapporto speciale tra la band e l’isola: “Ci sentiamo a casa”.
Le immagini della serata sono state catturate da Manuela Fa, che ha condiviso alcuni scatti del concerto, regalando ai presenti e ai fan un ricordo indelebile di questa indimenticabile serata.



