In un’aula di tribunale virtuale, collegata tra il carcere di Uta e il Tribunale di Sassari si è svolto l’interrogatorio di garanzia per i quattro indagati dell’omicidio di Marco Pusceddu. L’evento, seguito con attenzione, ha visto i quattro imputati esercitare il loro diritto di non rispondere.
L’interrogatorio di garanzia e la linea della difesa
L’8 settembre 2026, davanti al gip Giuseppe Grotteria e alla pm Elisa Succu Maria Cristina Falchi, Ramon Pirosu, Bronzo Amhetovic e Dejane Adzovic hanno scelto il silenzio. La decisione è stata presa in accordo con i loro legali, che hanno optato per una strategia prudente in attesa di esaminare tutti gli atti dell’inchiesta.
Maria Cristina Falchi, 57 anni di Iglesias, ex fidanzata della vittima, e Ramon Pirosu, 45 anni di Carbonia, sono ritenuti i mandanti dell’omicidio. Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic, 26 anni, sono accusati di essere i killer assoldati per 15mila euro.
La richiesta di domiciliari per Maria Cristina Falchi
L’avvocata Alessandra Ferrara che difende Maria Cristina Falchi, ha presentato una richiesta di revoca degli arresti in carcere, proponendo invece gli arresti domiciliari. La difesa ha sostenuto che non sussistono i presupposti per il pericolo di fuga, l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. Il gip si è riservato di decidere, comunicando la sua decisione entro 5 giorni.
Il contesto dell’omicidio e le indagini
L’omicidio di Marco Pusceddu, un operatore del 118 di Portoscuso, risale alla notte del 7 agosto 2025. Pusceddu fu ucciso con quattro colpi di pistola al petto nella sede dell’associazione Intervol a Buddusò. Il killer si presentò a volto scoperto, chiamò Pusceddu e sparò senza esitazione.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Sassari, della compagnia di Ozieri e della compagnia di Iglesias, hanno portato all’arresto dei quattro indagati. Le operazioni sono state supportate dallo squadrone eliportato Cacciatori Sardegna dal nucleo cinofili di Abbasanta e dall’11° nucleo elicotteri carabinieri di Elmas.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del tribunale di Sassari su richiesta della locale procura della Repubblica. Le indagini hanno portato alla luce dettagli cruciali, tra cui l’auto dei killer immortalata dalle telecamere e il recupero dell’arma del delitto.
Marco Pusceddu, 50 anni, era un pregiudicato e lavorava come soccorritore del 118. Non risiedeva a Buddusò, ma si recava lì solo per i turni di lavoro. Prima del delitto, aveva riportato una profonda ferita alla testa in circostanze poco chiare, richiedendo cure ospedaliere.



