Nel pomeriggio del 15 agosto 2026 i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere due copiose colate di rifiuti incendiati nella zona di Scoa Moentis, frazione di Flumini nel comune di Quartu Sant’Elena. Gli scenari di fumo denso e di residui carbonizzati hanno subito destato l’allarme delle autorità, che hanno riconosciuto in questi eventi la presenza di un’attività illecita non occasionale. L’intervento dei pompieri ha fornito la prima traccia concreta di un possibile abbandono abusivo di materiali provenienti da cantieri edili e da operazioni di sgombero, spingendo la Polizia Locale di Quartu ad avviare un’indagine approfondita.
Interventi dei Vigili del Fuoco e avvio delle indagini
Gli operatori dei Vigili del Fuoco, dal loro centro operativo di Cagliari, hanno segnalato due incendi distinti ma con caratteristiche strutturali identiche: cumuli di detriti, presenza di plastica, vernici e componenti elettriche, tutti segni tipici di rifiuti edili e di materiali di sgombero. Questi elementi hanno permesso di ipotizzare che il materiale fosse stato depositato intenzionalmente per essere bruciato, probabilmente al fine di occultare le tracce di una gestione non autorizzata. Sulla base di queste considerazioni, la Polizia Locale ha richiesto l’analisi delle immagini di videosorveglianza installate nelle immediate vicinanze del sito, per verificare eventuali movimenti sospetti.
Rilevamento tramite videosorveglianza e sequestro dei beni
Le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica degli spostamenti. Nei giorni precedenti gli incendi, le telecamere hanno catturato un camion leggero, targa parzialmente visibile, che si è avvicinato più volte all’area di Scoa Moentis, scaricando carichi di materiale apparentemente non autorizzato. Incrociando le riprese con le ispezioni sul territorio, gli inquirenti hanno identificato le zone di deposito e i punti di accensione, confermando che i rifiuti erano stati disposti illegalmente prima di essere dati alle fiamme. Il veicolo è stato successivamente localizzato e posto sotto sequestro dalla Polizia Locale, con provvedimento poi ratificato dalla Procura della Repubblica di Cagliari.
Identificazione del veicolo e delle aree di deposito
Il mezzo sequestrato è stato analizzato nei laboratori forensi: sulla carrozzeria sono stati rinvenuti residui di cemento, frammenti di isolamento e tracce di vernice gialla, tutti segni riconducibili a lavori di demolizione e ristrutturazione. Parallelamente, le aree interessate dall’abbandono sono state documentate e immediatamente messe sotto sequestro giudiziario da parte della Polizia Locale; la misura è stata confermata dalla Procura, che ha emesso un provvedimento di tutela ambientale. Le autorità hanno disposto inoltre una perizia ambientale per valutare la presenza di sostanze pericolose generate dalla combustione, come diossine e composti aromatici volatili.
Rischi per l’ambiente e la salute
Il rogo di rifiuti contenenti materiali pericolosi – plastica, vernici, isolanti termici e componenti elettrici – ha prodotto una nube di fumi tossici, con potenziali effetti nocivi sia sull’aria che sul suolo. L’analisi preliminare dei campioni di terra ha evidenziato livelli di metalli pesanti superiori ai limiti di legge, suggerendo la necessità di un intervento di bonifica accurato. Le autorità sanitarie di Cagliari hanno avvisato la popolazione limitrofa di evitare l’area per un periodo di almeno 48 ore, al fine di ridurre l’esposizione a possibili irritanti respiratori.
Procedura di bonifica e prospettive giudiziali
La Procura della Repubblica di Cagliari ha avviato un procedimento penale contro i soggetti identificati, basandosi sulla documentazione fotografica, sui rapporti dei periti e sui risultati delle perquisizioni. Il prossimo step prevede la redazione di una relazione dettagliata che descriverà la tipologia dei rifiuti, la loro classificazione come speciali e pericolosi e le modalità di smaltimento più idonee. La bonifica dovrà essere effettuata da operatori autorizzati, con separazione rigorosa delle diverse frazioni di rifiuto e conferimento negli impianti di smaltimento certificati. L’obiettivo finale è quello di rimuovere ogni traccia di contaminazione, ripristinando la sicurezza del territorio e tutelando la salute dei cittadini di Quartu Sant’Elena.



