Negli ultimi mesi il prezzo del carburante per aeromobili, noto come jet fuel è salito a livelli senza precedenti, mettendo a dura prova la sostenibilità economica dei voli che garantiscono la continuità territoriale della Sardegna. Le rotte odierne, che collegano Cagliari, Olbia, Alghero con le principali città della penisola come Milano-Linate, Fiumicino e Roma, dipendono da un oneri di servizio pubblico in cui il prezzo del biglietto è in parte regolato dallo Stato.
Per evitare che l’aumento del costo del carburante ricada sui passeggeri, la Giunta regionale ha deciso di creare un fondo regionale di 10 milioni di euro destinato a far fronte agli “oneri di servizio pubblico” legati al jet fuel. L’iniziativa, presentata dall’assessora dei Trasporti Barbara Manca, punta a preservare la continuità territoriale come infrastruttura fondamentale per la mobilità dell’intera popolazione sarda.
Istituzione del fondo regionale da 10 milioni per l’adeguamento del jet fuel
Durante la seduta odierna la Giunta ha approvato la proposta di creare il fondo regionale “Adeguamento costi da jet fuel negli OSP”. L’obiettivo è quello di coprire la differenza di costo sostenuta dalle compagnie aeree tra il prezzo medio di riferimento del carburante e l’effettivo prezzo di mercato registrato nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 30 settembre 2026. “La priorità della Regione è salvaguardare la continuità territoriale aerea”, ha dichiarato l’assessora Manca, aggiungendo che il nuovo modello prevede più frequenze e tariffe più competitive per i cittadini.
Procedura di istruttoria e ruolo delle compagnie aeree
La Direzione generale dei Trasporti ha avviato un’istruttoria tecnica su richiesta di Aeroitalia e Ita Airways. La verifica comprenderà i costi effettivamente sostenuti per tutti i collegamenti regionali, sia quelli con compensazione finanziaria sia quelli senza, in base ai decreti ministeriali del 2021 e del 2025. Verrà analizzata l’incidenza percentuale del jet fuel sui costi operativi, così da calcolare l’ammontare esatto del rimborso da erogare.
Le richieste di Aeroitalia e le divergenze sui costi del carburante
Aeroitalia operatore che gestisce tutte le tratte di continuità territoriale tra la Sardegna e la penisola, ha osservato che il parametro di riferimento adottato dalla Regione – pari al 17,24 % del costo totale – è notevolmente inferiore alla realtà di mercato. Secondo la compagnia, l’incidenza del carburante è salita a quasi il 35 % dei costi complessivi, una differenza di oltre 17 punti percentuali.
Confronti a livello nazionale e internazionale
Per contestualizzare il divario, è utile considerare che per la continuità territoriale tra Ancona e Roma il parametro fuel è fissato al 24 %, mentre la IATA stima un’incidenza media globale del 31,4 % sui costi operativi del trasporto aereo. La discrepanza tra il valore regionale (17,24 %) e quelli di altri contesti (24 %–31,4 %) evidenzia una potenziale sottostima dei costi reali da parte dell’autorità regionale.
Con il fondo già stanziato a livello regionale, la Regione Sardegna ora attende l’erogazione di ulteriori 10 milioni da parte del Ministero dei Trasporti. Il segretario regionale PD Silvio Lai ha ricordato che il Governo si era impegnato a fornire quel contributo e ha presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini per sollecitare il rispetto della promessa.
Nel frattempo, la Direzione generale dei Trasporti continuerà a raccogliere i dati richiesti dalle compagnie, a definire gli strumenti giuridici necessari per eventuali contributi, indennizzi o ristori e a coordinarsi con le autorità nazionali ed europee per garantire che il finanziamento sia erogato nel rispetto delle normative sugli aiuti di Stato. La speranza è che, una volta completata l’istruttoria, i 10 milioni disponibili vengano effettivamente destinati a coprire l’extracosto del jet fuel evitando il rischio di riduzioni di frequenza o aumenti di prezzo per i passeggeri sardi.



