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Nuoro, polemica sulle fontanelle scuote il Consiglio comunale

A Nuoro la discussione sulla tinteggiatura delle fontanelle diventa uno scontro politico nel Consiglio comunale: accuse di manovre interne e replica di Maura Chessa.

Nuoro, polemica sulle fontanelle scuote il Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Nuoro è tornato al centro dell’attenzione per una controversia che, pur partendo da un intervento di manutenzione urbana, ha assunto toni politici accesi. La tinteggiatura in verde e blu delle fontanelle in piazza Italia e piazza Vittorio Emanuele è diventata il fulcro di un dibattito che ha messo in luce tensioni tra la Maggioranza e l’Opposizione del Campo Largo. La questione tecnica ha così finito per rivelare contrasti interni all’amministrazione cittadina, con accuse di messaggi coordinati e di un presunto «fuoco amico» diretto a mettere in difficoltà un assessore.

La replica di Maura Chessa e la difesa dell’autonomia

La consigliera di Opposizione Maura Chessa ha risposto con fermezza alle insinuazioni provenienti dai banchi della Maggioranza, ribadendo la propria indipendenza politica: «Non ho capi – “Non ho capi, non prendo ordini e non sono eterodiretta da nessuno”». Chessa ha spiegato che la propria iniziativa nasce dal mandato ricevuto dai cittadini e dall’interesse per Nuoro, e non da indicazioni esterne: «La mia attività risponde esclusivamente alla mia coscienza, al mandato ricevuto dai cittadini e all’interesse di Nuoro». Nel corso dell’intervento la consigliera ha inoltre chiarito come fosse stata informata da alcuni capigruppo della Maggioranza sulle dinamiche relative alla vicenda, sottolineando che lo scambio di informazioni tra consiglieri è la normale dialettica politica.

Chessa sulla chat dei capigruppo

Riguardo al presunto messaggio circolato nella chat dei capigruppo, Chessa ha precisato: «Della vicenda ero stata informata da diversi capigruppo della stessa Maggioranza». Ha poi evidenziato la differenza tra essere aggiornati e subire manovre esterne: «I consiglieri si parlano e si scambiano informazioni: è la normale dialettica politica. Ma essere informati non significa essere manovrati». L’interrogazione sulle fontanelle, ha ricordato la consigliera, è stata decisa e firmata da lei, con piena assunzione di responsabilità.

Accuse dalla Maggioranza e clima in aula

Dalla parte della Maggioranza sono arrivate contestazioni sull’opportunità dell’interrogazione e sulle modalità con cui è stata portata in aula. Il consigliere Mario Manca ha preso la parola durante il confronto, criticando l’iniziativa dell’Opposizione e insinuando che l’atto potesse avere lo scopo di mettere in difficoltà l’operato di un assessore. Queste osservazioni hanno amplificato il dibattito, trasformando un tema tecnico di decoro urbano in una discussione sulla tenuta della Giunta e sui rapporti interni alla coalizione. L’escalation verbale ha mostrato come anche piccoli interventi manutentivi possano diventare terreno di scontro politico.

Il quadro amministrativo e le critiche sul funzionamento

Nell’analisi della consigliera di Minoranza la vicenda delle fontanelle è emblematica di problemi più ampi nell’amministrazione cittadina: mancate convocazioni delle commissioni, criticità nei servizi e una difficoltà generale della Maggioranza a trovare una sintesi politica. Chessa ha sottolineato che «Se qualcuno all’interno della Maggioranza parla con l’Opposizione e qualcun altro se ne risente, è un problema loro», spostando così il focus dalle accuse personali alle criticità funzionanti dell’esecutivo.

La sessione consiliare ha fatto emergere anche elementi concreti relativi all’intervento sulle fontanelle: la discussione ha toccato autorizzazioni, materiali e il possibile ripristino delle colorazioni originali. Il confronto ha posto interrogativi sul ruolo delle commissioni tecniche e sul grado di trasparenza richiesto per interventi di arredo urbano, evidenziando come la gestione ordinaria della città possa rapidamente entrare nel dibattito politico quando mancano chiarimenti e coinvolgimento degli organi competenti.

Nonostante le tensioni, Maura Chessa ha promesso di proseguire nel proprio ruolo di controllo: «Continuerò a chiedere atti, verificare documenti e fare Opposizione in modo libero, autonomo, senza padrini né padroni». Ha inoltre rimarcato che non intende farsi scoraggiare dalle insinuazioni: «La libertà politica non si negozia per salvaguardare la tranquillità di chi governa». Il caso delle fontanelle resta

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