L’autunno segna l’inizio della tradizionale caccia ai funghi spontanei nella campagna sarda. Molti cittadini si avventurano nei boschi alla ricerca di prelibatezze autunnali, ma la differenza tra un esemplare commestibile e uno velenoso può essere sottile e pericolosa. Per evitare brutte sorprese, la Asl di Oristano ha attivato un Ispettorato micologico che, senza alcun costo, offre la verifica di tutte le specie raccolte. Il servizio è inserito nel contesto del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) e mette a disposizione personale certificato, pronto a fornire consulenze, certificazioni per la vendita e corsi di formazione.
Ispettorato micologico: come funziona e come prenotare
Il Ispettorato micologico accoglie i cittadini dal lunedì al giovedì e richiede la prenotazione preventiva. È possibile contattare il servizio tramite i numeri 0783.317787, 0785.560358 o 349.7802834, oppure inviare una mail a ispettorato.micologico@ e sian@. Quando si porta il raccolto, è obbligatorio presentare l’intera quantità, mai solo un campione, poiché anche un singolo esemplare non commestibile può compromettere la sicurezza dell’intera partita. I funghi vanno collocati in cestini rigidi e forati distinti per specie, puliti, interi e conservati in fogli di carta anziché in frigorifero, per mantenere le spore in condizioni ottimali.
Raccolta responsabile e consigli per il consumo
Gli esperti dell’Asl sottolineano che non si devono consumare funghi di cui non si è certi della commestibilità. È fondamentale evitare il consumo crudo e di grandi quantità, soprattutto per esemplari poco maturi, eccessivamente maturi o con segni di muffa. Inoltre, occorre stare attenti ai luoghi di raccolta: le aree prossime a discariche, strade ad alto traffico o terreni trattati con pesticidi presentano un rischio più elevato di contaminazione. Per rispetto dell’ecosistema, si consiglia di staccare i funghi delicatamente dal suolo, in modo da non danneggiare il micelio, e di riportare i cestini chiusi sui sentieri, favorendo la diffusione naturale delle spore. Eventuali cancelli o recinzioni devono essere richiusi e i massi o le reti utilizzati per delimitare pascoli di greggi vanno lasciati intatti.
Consumo corretto e precauzioni per gruppi vulnerabili
Una volta verificata la sicurezza, i funghi dovrebbero essere cucinati bene; il calore distrugge la maggior parte delle tossine residue. È sconsigliato somministrarli a bambini, anziani, donne in gravidanza o persone con patologie croniche. In caso di sintomi improvvisi – nausea, vomito, crampi o alterazioni della vista – è indispensabile recarsi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali resti del pasto per agevolare l’identificazione della causa.
Quando rivolgersi al pronto soccorso: riconoscere i segnali di avvelenamento
Le intossicazioni fungine, se non trattate tempestivamente, possono evolvere in complicazioni gravi. Gli operatori dell’Ispettorato raccomandano di non tentare cure “fai-da-te” e di non attendere il peggioramento dei sintomi. Portare gli avanzi del cibo consumato permetterà al personale medico di eseguire analisi più precise e di somministrare il trattamento più adeguato. La rapidità dell’intervento è, per molti casi, il fattore decisivo per evitare conseguenze severe.



