Nel cuore della baia di Porto Conte, due giovani grifoni hanno compiuto un ritorno al cielo che ha attirato l’attenzione di esperti, volontari e cittadini. Dopo un’estate segnata da emergenze marine, gli esemplari soprannominati Bollo e Dentul sono stati rilasciati dal punto di vedetta di Monte Timidone, un avamposto strategico per la preservazione della fauna rapace.
Il loro percorso, dalla scoperta in acqua al volo di libertà, è il risultato di un lavoro sinergico tra il Corpo forestale, l’agenzia Forestas, l’Università di Sassari e numerose organizzazioni impegnate nella conservazione. Il caso ha messo in luce l’importanza di una risposta rapida quando un giovane rapace affronta il primo involo, la fase più delicata della sua vita.
Il primo soccorso: due giovani grifoni trovati in acqua
Il 2 agosto, il meccanico subacqueo Claudio Nuvoli, rientrando da un’immersione, ha avvistato un uccello – più tardi identificato come un giovane grifone – che lottava tra le onde vicino alla Torre del Bollo e lo scoglio di Sant’Elmo, nell’Area marina protetta di Capo Caccia. Senza esitazione, Nuvoli ha cambiato rotta, ha estratto l’animale dall’acqua e lo ha consegnato al Corpo forestale, che lo ha trasferito al centro di Bonassai per le cure urgenti.
Il secondo intervento a settembre
Il 18 settembre, l’operatore turistico Carlo Fresu, di Sea Experience Sardinia, ha segnalato un altro giovane rapace in difficoltà nella Baia delle Ninfe. Anche in questo caso, il tempestivo intervento di Nuvoli ha permesso il recupero dell’uccello, che è stato affidato nuovamente al centro di Bonassai. Entrambi i salvataggi sono stati seguiti da una valutazione veterinaria approfondita e l’avvio di un protocollo di riabilitazione.
Riabilitazione e dotazione per il monitoraggio
Nel centro di Bonassai, il veterinario Marco Muzzeddu e il suo team hanno curato le ferite, monitorato lo stato di salute e preparato i rapaci al volo. Una volta guariti, i due avvoltoi sono stati equipaggiati con monitoraggio avanzato: decolorazione delle penne alari per agevolare l’individuazione, un piccolo “zainetto” con GPS e un anello di identificazione. Questi strumenti permettono di tracciare i movimenti, studiare i percorsi migratori e valutare l’efficacia delle misure di conservazione.
Rilascio da Monte Timidone e il ruolo della rete di volontari
Il rilascio è avvenuto al punto di vedetta di Monte Timidone, all’interno del compendio forestale “Prigionette”, gestito da Forestas e affacciato sulle falesie di Capo Caccia, habitat prediletto per i grifoni. La cerimonia ha visto la partecipazione di rappresentanti del progetto LIFE Safe for Vultures – Università di Sassari, E-Distribuzione, Vulture Conservation Foundation – oltre a studenti della laurea magistrale internazionale in Wildlife Management, Conservation and Control.
Dichiarazioni e prospettive future
Giulio Plastina, neodirettore del Parco naturale regionale di Porto Conte, ha sottolineato che la libertà di Bollo e Dentul è “una prova concreta del valore della collaborazione tra cittadini attivi e istituzioni”. Fiammetta Berlinguer, responsabile scientifica di LIFE Safe for Vultures, ha ricordato che il primo volo è uno dei momenti più critici per la sopravvivenza dei rapaci e che il monitoraggio continuo è fondamentale per garantire la loro permanenza nella zona. Giovanni Tesei, direttore del servizio territoriale del Corpo forestale, ha ribadito come la tempestività delle segnalazioni da parte dei cittadini sia il pilastro di un salvataggio efficace.
Il rilascio di Bollo e Dentul aggiunge una nuova pagina alla storia della biodiversità di Porto Conte, che già ospita tre specie di rapaci prioritari per la conservazione: l’avvoltoio grifone, l’avvoltoio capovaccaio e il falco pescatore. Con la seconda colonia di uccelli delle tempeste a livello mediterraneo, l’area si conferma come uno scrigno di biodiversità avifaunistica, rafforzando la necessità di proteggere i propri habitat costieri.



