Il Teatro Massimo di Cagliari riapre la sua stagione con una serie di appuntamenti curati dal Centro di produzione Medinsard, nato grazie al finanziamento triennale del Ministero della Cultura. Il progetto si propone come laboratorio creativo internazionale, capace di unire tradizioni, linguaggi e culture diverse attraverso performance dal forte impatto scenico.
Le due serate previste per ottobre promettono un’intensa esperienza multisensoriale: la prima esplora il potere simbolico del vino, la seconda si immerge nelle rotte marittime che hanno legato l’Europa, il Nord Africa e il Brasile per secoli.
“Una Botte e Via” – 25 ottobre, Sala M2, 19:00
Il musico-teatrale “Una Botte e Via” nasce dalla collaborazione tra Stefania Secci Rosa e Francesca Puddu. L’opera, intitolata “Dieci anni di affinamento”, è un viaggio che parte dai miti greci per arrivare alle cantine moderne, dove il vino diventa protagonista di storie di amore, ebbrezza e logorio della vita contemporanea.
Stefania, cantante e compositrice di fama internazionale, ha vinto il premio “Donna più multata dell’anno” e dirige la trama sonora, intrecciando riferimenti alla mitologia con riflessioni sul consumo odierno. Francesca, chitarrista e sommelier, accompagna con la chitarra classica e conduce il pubblico in piccole degustazioni, collegando il gusto alla musica.
Il palco è arricchito da ospiti di eccezione: la percussionista Carol Mello, la violinista Emanuela Lioy, la chitarrista elettrica Silvia Wakte e la voce di Alice Marras. Insieme, creano una colonna sonora che spazia dal classico al pop, dal folk al rock, per sottolineare le sfumature di un nettare considerato “il liquido degli dèi”.
Temi e atmosfere
Il racconto si muove dal Monte Olimpo al Parteolla, alternando momenti di leggerezza ironica a riflessioni più profondi sul ruolo del vino nella cultura umana. Il pubblico è invitato a scoprire come il “potere del vino” possa rendere più vivace la quotidianità, ma anche a riconoscere i limiti di una ricerca di piacere incontrollata.
“Bent’è Mari” – 30 ottobre, Sala M2, 21:00
La seconda proposta, “Bent’è Mari”, è una produzione originale che traccia le vie sonore tra Sardegna, Nord Africa e Brasile. Il titolo, che richiama il “vento di mare”, indica la forza invisibile che ha permesso scambi culturali tra popoli diversi per secoli.
Quattro artisti protagonisti animano il palco: Matteo Leone (Sardegna), voce, corde e percussioni; Marzouk Mejri (Tunisia), voce, darbouka e fiati; Roberto Taufic (Brasile), chitarra e voce; e Elena Ledda (Sardegna), voce. Ognuno porta sul palcoscenico le proprie radici musicali, dall’ughur tunisino al modinha brasiliano, passando per i canti sardi più antichi.
Il percorso sonoro attraversa melodie e ritmi che hanno viaggiato per mare, includendo lingue diverse – sardo, arabo magrebino, portoghese – e creando un dialogo senza tempo. Le sonorità si mescolano per formare una trama condivisa di memorie, rimarcando l’importanza delle rotte dimenticate ma ancora vitali nella costruzione di identità culturali.
Un ponte tra passato e presente
“Bent’è Mari” vuole dimostrare che la musica è capace di superare le barriere geografiche, fungendo da ponte tra tradizione e contemporaneità. Il progetto invita il pubblico a riflettere sul valore delle tradizioni che, seppur antiche, si rinnovano continuamente grazie al contatto con nuove influenze.
Entrambi gli spettacoli saranno accessibili al pubblico nei rispettivi orari indicati; i biglietti potranno essere acquistati in sede presso la biglietteria del Teatro Massimo, aperta dal lunedì dalle 17:00 alle 20:00 e dal martedì al venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00.



