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Sardegna, richiesta di credito d’imposta permanente per i trasporti

Coldiretti Sardegna sollecita un'azione congiunta con Regione, Governo e Unione europea per contrastare un aumento dei costi di trasporto del 50% e proporre un credito d'imposta permanente

Sardegna, richiesta di credito d’imposta permanente per i trasporti

La richiesta di intervento parte dall’associazione agricola regionale che denuncia un forte aumento dei costi logistici: nei cinque anni precedenti le spese di spedizione sono salite fino al 50%, con conseguenze rilevanti sulla capacità competitiva delle Imprese sarde e sul potere d’acquisto dei cittadini. Per contrastare questa dinamica, Coldiretti Sardegna propone di costruire un fronte comune che coinvolga il mondo produttivo, la Regione, il Governo e l’Unione europea, sostenendo misure strutturali e durature invece di soluzioni temporanee.

Proposta al Governo: un credito d’imposta permanente calibrato sui volumi

La prima linea di azione indicata da Coldiretti Sardegna è rivolta a Roma: introdurre un credito d’imposta permanente che compensi i maggiori costi di trasporto sostenuti dalle aziende isolane. L’idea è che la misura sia proporzionale al reale volume di merce spedito oltre i confini insulari; in altre parole, a maggiori esportazioni corrisponderebbe una compensazione più alta. Il direttore regionale, Luca Saba, spiega che il meccanismo sarebbe costruito per intervenire direttamente sul rincaro logistico e mirare allo sgravio effettivo sostenuto dalle imprese, evitando dispersioni inefficaci di risorse.

Caratteristiche tecniche della misura

Secondo i promotori, il credito dovrebbe essere parametrato sui dati di traffico merci e sulle quantità effettivamente imbarcate; tale approccio punta a collegare il sostegno alle reali esigenze delle imprese e a limitare gli sprechi. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto del costo di spedizione sulle filiere che esportano, in modo da tutelare redditività e investimenti. Il confronto tecnico con gli uffici istituzionali dovrebbe definire i criteri operativi per rendere l’intervento applicabile e controllabile.

Effetti sull’agroalimentare: doppio aggravio per produzione e approvvigionamenti

Il settore primario è particolarmente colpito perché paga due volte il rincaro: da un lato le imprese devono sostenere spese maggiori per far arrivare sull’isola mangimi, concimi, macchinari e altri input produttivi; dall’altro, affrontano costi elevati per immettere i prodotti finiti sui mercati nazionali e internazionali. Questo doppio peso riduce margini, frena gli investimenti in innovazione e trasformazione e aumenta i prezzi finali per i consumatori. Per questi motivi Coldiretti mette in evidenza l’urgenza di un intervento che tenga conto della specificità della logistica per beni deperibili e per il bestiame.

Tempi, frequenze e disponibilità di imbarco

Per prodotti sensibili come ortofrutta, lattiero-caseari e carne, oltre al costo è essenziale garantire tempi certi, frequenze adeguate e una costante disponibilità di imbarco durante tutto l’anno. La mancanza di programmazione nei collegamenti e la scarsità di spazi sulle navi aggravano le perdite e generano inefficienze lungo la filiera. Coldiretti sottolinea che la continuità territoriale delle merci deve essere trattata con la stessa attenzione riservata alle persone, perché il funzionamento delle economie locali dipende direttamente dalla regolarità dei servizi di trasporto.

Richiesta a Bruxelles: riconoscere lo svantaggio dell’insularità

Parallelamente all’iniziativa verso il Governo, l’associazione sollecita un dialogo strutturato con l’Unione europea, coinvolgendo la Regione e l’intero mondo imprenditoriale sardo. La proposta è quella di ottenere strumenti normativi e finanziari capaci di riconoscere l’handicap dell’insularità e di ridurre il divario competitivo rispetto al continente. Un approccio coordinato con Bruxelles potrebbe includere misure che compensino in modo sistematico i costi aggiuntivi del trasporto marittimo e tengano conto delle specificità logistiche delle isole.

Il presidente regionale, Battista Cualbu, insieme al direttore Luca Saba, invita a superare divisioni tra categorie e a costruire una strategia comune: parlare con una sola voce in sede nazionale ed europea viene indicato come condizione per ottenere interventi stabili e misure concrete. Anche Confindustria Sardegna ha espresso nelle scorse settimane preoccupazione per la stessa emergenza, rendendo la richiesta di un fronte unitario ancora più stringente.

La mobilitazione proposta riguarda non soltanto il comparto agricolo ma l’intera economia regionale: il rincaro del costo dei trasporti comprime i margini delle imprese, frena la crescita e si traduce in prezzi più elevati per i consumatori. Per questo motivo Coldiretti Sardegna chiede strumenti fiscali strutturali e un confronto permanente con le istituzioni per garantire che la specificità dell’isola sia riconosciuta nei fatti e venga tradotta in politiche pubbliche efficaci.

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