3 Giugno 2026 ☀ 20°

Sardegna e Zes unica, la richiesta della Camera di commercio per il credito d’imposta al 40 per cento

La Camera di commercio di Cagliari-Oristano sollecita la presidente Todde per ottenere l'equiparazione delle aliquote della ZES unica: l'obiettivo è portare il credito d'imposta al 40 per cento per le grandi imprese e rafforzare gli strumenti di sostegno per affrontare gli extracosti dell'insularità.

Sardegna e Zes unica, la richiesta della Camera di commercio per il credito d’imposta al 40 per cento

La Camera di commercio di Cagliari-Oristano ha presentato alla presidente della Regione una proposta formale per riequilibrare le condizioni di accesso agli incentivi nell’ambito della ZES unica. L’istanza nasce dalla valutazione che l’attuale schema di aiuti possa lasciare la Sardegna in una posizione di svantaggio rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, con possibili effetti negativi sull’attrattività per investimenti produttivi.

Nel documento, il presidente Maurizio de Pascale richiama il principio costituzionale dell’insularità e sottolinea che le imprese sarde affrontano costi più elevati per trasporti, logistica, continuità territoriale ed energia. La proposta chiede alla Regione di avviare un’azione politica e tecnica per ottenere una revisione della Carta degli aiuti a finalità regionale 2026-2027 e l’equiparazione delle aliquote a quelle applicate in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Perché la differenza di aliquote penalizza la Sardegna

Al centro della richiesta c’è la disparità di trattamento: mentre nella ZES unica le grandi imprese localizzate in alcune regioni del Sud possono usufruire di un’intensità massima di aiuto pari al 40 per cento, in Sardegna la soglia ordinaria si attesta al 30 per cento, fatta eccezione per il Sulcis-Iglesiente che beneficia della maggiorazione prevista dal Just Transition Fund. Secondo la Camera di commercio, questa differenza acuisce gli svantaggi già imposti dalla condizione insulare e rischia di disincentivare nuovi investimenti.

Gli extracosti dell’insularità

Nel dossier proposto viene chiesto anche un lavoro tecnico per quantificare gli extracosti legati all’insularità. Tra i fattori presi in considerazione ci sono il maggior costo dei trasporti marittimi e aerei, la complessità logistica per le filiere produttive e le penalizzazioni competitive dovute alla distanza dai mercati nazionali ed europei. La quantificazione sarebbe la base per chiedere l’adeguamento delle aliquote e per progettare misure compensative mirate.

Misure richieste e strumenti proposti

La Camera di commercio propone di ottenere per la Sardegna il credito d’imposta al 40 per cento per le grandi imprese, con incrementi proporzionali per medie e piccole imprese. Tra le altre iniziative ci sono la creazione di un pacchetto regionale integrato di incentivi complementari, il potenziamento degli interventi per l’innovazione, la transizione energetica, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione, e la tutela delle aree interne soggette a spopolamento.

Finalità e principio di equità

De Pascale chiarisce che la richiesta non mira a ottenere vantaggi ingiustificati ma a garantire pari opportunità competitive per le imprese operanti in Sardegna, compensando svantaggi permanenti riconosciuti dalla Costituzione. La strategia combinerebbe azione istituzionale, dossier tecnico e misure regionali per accompagnare la richiesta verso Roma e l’Unione Europea.

Il quadro operativo del credito d’imposta per la ZES

Contestualmente alla richiesta politica, è utile ricordare le regole pratiche del credito d’imposta previsto per chi investe nella ZES unica. La misura, confermata dall’ultima legge di Bilancio, riguarda gli investimenti in beni strumentali realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 nelle aree della ZES unica.

La ZES unica è stata istituita il 1° gennaio 2026 e comprende regioni come Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Abruzzo; nel 2026 è stata ampliata includendo Marche e Umbria. Per il 2026 il limite di spesa complessivo è di 2,3 miliardi di euro, con un massimale per singolo progetto di 100 milioni e una soglia minima di investimento ammissibile di 200mila euro.

Scadenze, esclusioni e modalità di fruizione

Per l’anno 2026 gli operatori dovevano inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione delle spese sostenute tra il 31 marzo 2026 e il 30 maggio 2026; è prevista una tolleranza per le trasmissioni incompiute inviate tra il 26 e il 30 maggio e ritrasmesse entro il 4 giugno 2026. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 con il codice tributo 7034, e richiede la certificazione delle spese da parte di un revisore legale o di una società di revisione abilitata.

Non possono accedere all’agevolazione alcuni settori specifici (tra cui industria siderurgica, carbonifera, produzione e distribuzione di energia, infrastrutture di trasporto, servizi finanziari) e le imprese in difficoltà o in stato di liquidazione. Infine, i beneficiari devono mantenere l’attività nella ZES per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento, pena la decadenza dei vantaggi.

La proposta della Camera di commercio apre dunque un duplice fronte: da un lato la rivendicazione politica per un adeguamento delle aliquote in nome dell’equità territoriale; dall’altro, la necessità per le imprese di orientarsi correttamente sulle regole operative del credito d’imposta per sfruttare subito le opportunità disponibili nella ZES unica.

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