Nel corso di quest’anno le questure di Sassari e Nuoro hanno attuato l’operazione denominata Alto impatto, inserita nella più ampia campagna nazionale per contrastare la criminalità giovanile. L’azione ha avuto luogo in due province della Sardegna, con un bilancio che comprende arresti in flagranza, denunce e un consistente monte di sostanze stupefacenti, armi bianche e denaro contante.
Blitz a Sassari: cinque arresti, cinque denunce e 350 g di stupefacenti
Nel territorio dell’ex provincia di Sassari le forze dell’ordine hanno individuato 86 soggetti. Cinque di questi sono stati fermati sul posto per reati legati al traffico di droga e al possesso di armi, mentre altri cinque sono stati denunciati in libertà. Durante i controlli sono stati sequestrati cinque coltelli e circa 350 grammi di sostanze stupefacenti, tra cui hashish e cocaina. L’intervento rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione, volto a limitare la circolazione di droghe tra i giovani e a ridurre le situazioni di pericolo per la sicurezza pubblica.
Operazione a Nuoro: 161 persone identificate, ingenti quantità di droga e armi
In provincia di Nuoro il dipartimento ha ampliato il raggio d’azione, identificando 161 individui, inclusi sei minorenni e sei cittadini stranieri. Quattro dei giovani sono stati restituiti ai genitori, mentre tre perquisizioni domiciliari hanno permesso di scoprire importanti quantità di stupefacenti: un grammo di cocaina, 280 kg di cannabinoidi, più di 10.000 piante di marijuana, 262 grammi di hashish e una pasticca di ecstasy. Sono stati inoltre recuperati dieci coltelli e 4.800 euro in contanti, presumibilmente legati al traffico di droga.
Arresti e denunce a Nuoro
Tra le azioni più rilevanti, un individuo è stato arrestato in flagranza per spaccio di sostanze stupefacenti. Altri due sono stati denunciati per porto di armi o oggetti atti a offendere, e due ulteriori soggetti dovranno rispondere per detenzione di droga a fini di spaccio. Un minorenne è stato segnalato al giudice per presunte responsabilità in ambito narcotico. Complessivamente, le due province hanno prodotto sei arresti e dieci denunce.
Il contesto nazionale: più di 600 arresti e un nuovo quadro legislativo
L’operazione sarda si inserisce in un più ampio blitz nazionale coordinato dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. Su tutto il territorio italiano, 106 squadre mobili hanno operato nelle zone di spaccio e di movida, con un risultato complessivo di 644 arresti, di cui 69 minorenni, e 1.695 denunce a carico di giovani (373 di età inferiore ai 18 anni). Il sequestro nazionale ha toccato tonnellate di marijuana, cocaina, ecstasy e centinaia di armi bianche.
Il massiccio intervento è stato accelerato dal Decreto Sicurezza, approvato a ottobre scorso, che prevede pene più severe per chi utilizza i social network o le chat per incitare alla violenza. In particolare, l’articolo 420 bis può arrivare a 12 anni di carcere per chi diffonde messaggi violenti in rete, mentre la pena standard per la partecipazione a scontri è di cinque anni.
Il ruolo dei social e delle chat
Le indagini hanno concentrato l’attenzione su 1.115 profili social che mostrano contenuti illeciti o incitanti. In tre casi, le autorità hanno richiesto l’oscuramento di account per diffusione di immagini violente e di armi. Le forze dell’ordine hanno anche effettuato perquisizioni di dispositivi mobili, rintracciando messaggi di pianificazione di azioni violente legate a manifestazioni recenti.
Il risultato della campagna sarda si colloca in un contesto più ampio di lotta strutturata contro la criminalità giovanile, in cui l’azione sul territorio si combina con strumenti legislativi più duri e con una vigilanza digitale sempre più incisiva.



