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Nuovo patto per valorizzare il grano duro bio nella filiera sarda

Un nuovo patto sostiene il grano duro biologico sardo con prezzo minimo garantito e filiera rafforzata.

Nuovo patto per valorizzare il grano duro bio nella filiera sarda

Giovedì 5 novembre, nella sala riunioni Transumanza di vico Primo Barone Rossi 4 a Cagliari, è stato siglato un accordo di filiera dedicato al grano duro biologico. La cerimonia, presieduta dall’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, ha riunito rappresentanti di BioDistretto Sud Sardegna, Arcipelago del Sulcis, il Molino Secci, imprenditori agricoli, pastifici e panifici, a testimonianza di un forte slancio verso la valorizzazione dei prodotti cerealicoli bio del territorio.

Il documento, frutto di mesi di trattative, stabilisce un prezzo minimo garantito che supera di almeno cinque euro al quintale le quotazioni del grano convenzionale di pari qualità. La soglia viene calcolata sulla base dei valori della Borsa Merci di Bologna al momento del conferimento, con premi aggiuntivi per le partite che soddisfano i rigorosi standard qualitativi richiesti. Quando le specifiche non sono raggiunte, invece, si applica una riduzione di quattro euro al minimo garantito, creando così un sistema di incentivi legato direttamente alla qualità della materia prima.

Termini chiave dell’accordo firmato a Cagliari

Tra le clausole più rilevanti, l’impegno del Molino Secci a raccogliere, trasformare e commercializzare l’intero quantitativo impegnato, garantendo così la certezza del conferimento. L’accordo prevede inoltre che le schede tecniche dei prodotti siano controllate da Agris Sardegna, l’agenzia regionale responsabile degli aspetti varietali, tecnici e agronomici, mentre Laore fornisce supporto nelle pratiche di certificazione e nella valorizzazione del marchio locale.

Premialità legate alla qualità

Le aziende aderenti, già dodici tra produttori, mulini, pastifici e panifici, hanno a disposizione un volume iniziale di 2.000 quintali di grano duro biologico, pronto per la trasformazione. Per le partite che rispettano i parametri qualitativi stabiliti – umidità, proteine, impurità – è previsto un valore di vendita superiore di cinque euro al quintale rispetto al prodotto convenzionale. Questa differenziazione economica punta a incentivare pratiche agricole più sostenibili e a garantire una remunerazione più equa per gli agricoltori coinvolti nella filiera biologica.

Situazione della coltivazione del grano duro in Sardegna

Il contesto territoriale è segnato da una drastica contrazione delle superfici dedicatesi al grano duro: dai 78.240 ettari del 2008 ai 18.066 ettari del 2020, una perdita pari al 77%. Nonostante questa tendenza negativa, il settore biologico registra una crescita costante: sono 2.799 gli operatori certificati e la superficie agricola certificata ammonta a 184.115 ettari, corrispondenti al 15% della superficie agricola utile regionale, con un aumento del 11,9% degli operatori e del 26% della superficie rispetto al 2015.

Impatto sul territorio e prospettive future

L’accordo mira a invertire la rottura della filiera, creando una rete più integrata tra produttori, trasformatori e distributori. L’obiettivo è duplice: da un lato, affrontare le criticità del mercato cerealicolo, dall’altro, cogliere le opportunità generate dalla crescente domanda di prodotti biologici a livello nazionale e internazionale. Il presidio di Francesco Agus sottolinea che “le filiere sono il presente e, soprattutto, il futuro del nostro settore agricolo”, ribadendo l’importanza di una remunerazione adeguata che segua ogni passaggio della catena produttiva.

Ruolo delle istituzioni e dei premi di eccellenza

Durante la conferenza stampa è stato anche annunciato il Premio Internazionale Bestes Bio, assegnato a S’Atra Sardigna per il suo pane guttiau biologico, dimostrando la capacità del territorio di produrre e commercializzare eccellenze riconosciute a livello globale. La presenza delle agenzie regionali Agris e Laore, insieme ai rappresentanti del BioDistretto Sud Sardegna e dell’Arcipelago del Sulcis, testimonia la volontà di un supporto istituzionale costante, dall’assistenza tecnica alla promozione del marchio “Sardegna Bio”.

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