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Nuovo presidio a Genova per l’accoglienza dei pazienti in mobilità sanitaria

A Genova apre il primo presidio stabile e gratuito in Liguria dedicato all’accoglienza dei pazienti che si spostano per cure, promosso da SVS Viaggi per la Salute ODV e inaugurato sabato 6 giugno 2026 in largo della Zecca civico 3 e 4 R.

Nuovo presidio a Genova per l’accoglienza dei pazienti in mobilità sanitaria

Sabato 6 giugno 2026alle ore 10:30nel cuore del centro storico di Genova inaugura il nuovo Centro servizi SVS denominato «La Banchina che non c’è»aperto in largo della Zecca civico 3 e 4 R. Il presidio nasce con l’obiettivo di offrire accoglienza organizzata e supporto concreto ai pazienti che arrivano in Liguria per cure specialistiche, con particolare attenzione ai cittadini della Provincia di Nuoro e della Comune di Nuoro ma esteso a chi proviene dall’intero Mezzogiorno.

Origini dell’iniziativa e attori coinvolti

Il Centro è promosso da SVS Viaggi per la Salute ODVassociazione costituita a Nuoro nel ottobre del 2026. L’idea ha radici nel progetto simbolico «700mila Passi»percorso realizzato dal fondatore Renato Pischeddasoccorritore del 118, insieme al responsabile della comunicazione Antonello Deloguche collegò Nuoro a Milano passando per snodi come Olbia e Genova. Per ospitare il servizio il Comune di Genova ha assegnato i locali con un bando pubblico nel 2026mentre la promozione conta sul patrocinio della Provincia di Nuoro e del Comune di Nuoro.

Reti e collaborazioni consolidate

Durante il percorso sono nate alleanze con la Fondazione La Band degli Orsipresente nella rete solidale dell’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslinie con la rete nazionale A Casa Lontani da Casa. Questi partner costituiscono pilastri per il modello di accoglienza e accompagnamento pensato dall’associazione: un mix di supporto logistico, umano e informativo rivolto ai pazienti e alle loro famiglie.

Servizi offerti e organizzazione operativa del centro

Il nuovo presidio fornirà, per almeno tre giorni a settimana e per cinque ore al giornoservizi gratuiti di accoglienzaorientamento e accompagnamento. All’interno sono previste attività di supporto logistico e burocratico per le pratiche di rimborso secondo la Legge Regionale n. 26/91 e le norme nazionali, oltre a un’area di sosta e ristoro per i familiari. L’apertura del Centro include anche la costituzione dell’Osservatorio sulla Migrazione Sanitariadedicato alla raccolta sistematica di dati anonimi su flussi, costi, patologie e rinunce alle cure.

Obiettivi dell’Osservatorio

L’Osservatorio sulla Migrazione Sanitaria nasce con lo scopo di trasformare le stime in evidenze documentate per orientare le scelte politiche e istituzionali sul diritto alla salute. Attraverso la raccolta di informazioni strutturate, il progetto mira a descrivere fenomeni quali la destinazione dei flussi, il peso economico per le famiglie e i casi di rinuncia alle cure, offrendo così uno strumento utile per interventi mirati.

Contesto statistico e appuntamenti istituzionali

I numeri alla base dell’iniziativa sono significativi: secondo dati noti, oltre 20.000 cittadini sardi ogni anno si spostano per motivi di salute, sostenendo a carico delle famiglie costi che superano i 100 milioni di euro l’anno. Una parte rilevante di questi spostamenti riguarda i pazienti pediatrici diretti verso centri specialistici del Centro-Nord, come l’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini. Il tema è stato al centro di un importante confronto a Nuoro nel maggio 2026durante il secondo convegno sulla migrazione sanitaria, alla presenza della presidente della Regione Alessandra Toddequando furono presentate proposte di riforma normativa a livello regionale e nazionale.

La cerimonia inaugurale, prevista per le ore 10:30vedrà la partecipazione di autorità locali e partner della rete; dopo la visita dei locali il taglio del nastro si concluderà intorno alle ore 13:00 con un rinfresco aperto ai presenti.

Con l’apertura di La Banchina che non c’èGenova si propone come punto di riferimento per chi affronta la migrazione sanitariaoffrendo non soltanto un luogo fisico dove sostare ma anche competenze e strumenti per ridurre l’impatto economico e organizzativo sulle famiglie in cura.

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