9 Giugno 2026 🌤 28°

Metanodotto e Rigassificatori in Sardegna: Le Preoccupazioni di Italia Nostra

Italia Nostra Sardegna solleva preoccupazioni sul progetto di metanizzazione dell'isola, sostenendo che non rappresenta una vera transizione energetica ma una semplice sostituzione di combustibili fossili.

Metanodotto e Rigassificatori in Sardegna: Le Preoccupazioni di Italia Nostra

Italia Nostra Sardegna ha espresso forti critiche al progetto di metanizzazione dell’isola, che prevede la realizzazione di un metanodotto nel Centro-Sud Sardegna, rigassificatori e depositi di Gnl. L’associazione ambientalista ha depositato documenti sia nell’ambito della procedura di esproprio avviata dalla Regione sia nella consultazione pubblica promossa da Arera.

Secondo Graziano Bullegas, segretario di Italia Nostra Sardegna, la strategia energetica su cui si fonda il progetto è ormai superata. “Investire oggi in grandi infrastrutture fossili non risolve il problema del carbone, ma vincola la Sardegna a una nuova dipendenza dal gas“, sostiene Bullegas. Questa scelta sarebbe in contrasto con il percorso europeo di progressiva uscita dai combustibili fossili.

Le Criticità del Progetto di Metanizzazione

Tra le contestazioni avanzate dall’associazione c’è anche il richiamo al cosiddetto decreto per la fuoriuscita dal carbone. Secondo Italia Nostra, le due centrali termoelettriche presenti nell’isola potranno continuare a utilizzare il carbone fino al 2038 grazie alle disposizioni contenute nel recente Decreto Bollette. “Si continua a proporre il gas come soluzione di transizione mentre il carbone resterà operativo ancora per molti anni“, osserva Bullegas.

L’associazione evidenzia inoltre le criticità legate alla dipendenza da fonti energetiche importate e ritiene che il progetto non affronti i problemi strutturali delle aree industriali più fragili, come il Sulcis. “Questi territori avrebbero bisogno di una vera riconversione industriale e di interventi concreti di bonifica, non di nuove infrastrutture legate ai combustibili fossili“, afferma il segretario regionale.

Problemi Procedurali e Richieste di Italia Nostra

Le osservazioni riguardano anche gli aspetti procedurali. Italia Nostra contesta la proroga della validità della Valutazione di impatto ambientale e sostiene che il procedimento non sia stato aggiornato dopo il cambio di localizzazione del rigassificatore. Per questo motivo l’associazione mette in discussione la legittimità dell’intero iter espropriativo.

Sul fronte delle energie rinnovabili, Italia Nostra precisa: “Non le contestiamo in linea di principio, ma gli incentivi che alimentano dinamiche speculative e la mancanza di una programmazione integrata capace di coordinare produzione, accumuli, localizzazione degli impianti e fabbisogni reali dell’isola“, spiega Bullegas.

Tra le richieste avanzate figurano la revisione della strategia energetica basata sul gas, l’elaborazione di un piano energetico regionale calibrato sui fabbisogni effettivi della Sardegna, una maggiore tutela del paesaggio, il rafforzamento delle misure per l’efficienza energetica e la riconversione industriale, oltre alla sospensione della procedura di esproprio. “La Transizione energetica non può ridursi alla semplice sostituzione di un combustibile fossile con un altro“, conclude Bullegas. “Deve diventare un’occasione per rafforzare l’autonomia energetica della Sardegna, tutelare il patrimonio ambientale e paesaggistico e costruire un modello di sviluppo coerente con le caratteristiche dell’isola.”

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