Per molti anni, la presenza di gatti in casa è stata associata a un peggioramento dei sintomi d’asma nei bambini. Tuttavia, una nuova ricerca condotta dal Karolinska Institutet di Stoccolma ha messo in discussione questa convinzione comune. Lo studio, pubblicato su Frontiers in Allergy ha analizzato i dati di oltre 30.000 bambini svedesi, fornendo risultati sorprendenti.
L’asma è una delle malattie croniche più diffuse tra i bambini, con una prevalenza globale stimata dal Global Asthma Network intorno al 9,1% per i bambini e all’11% per gli adolescenti. Alcune regioni, come le Isole Britanniche l’Oceania e alcune aree del Medio Oriente registrano tassi ancora più elevati, superando il 20%.
Lo studio svedese: metodi e risultati
La ricerca, guidata dalla dottoressa Resthie R. Putri ha seguito per 24 mesi un campione di 30.277 bambini, di età compresa tra i 4 e i 17 anni, nati tra il 2006 e il 2026. I partecipanti erano affetti da asma o allergie delle vie respiratorie. I dati sono stati raccolti utilizzando i registri nazionali svedesi, tra cui il Registro nazionale svedese dei pazienti il Registro dei farmaci prescritti e il Registro nazionale delle vie respiratorie.
Uno dei punti chiave dello studio è l’utilizzo del Registro nazionale dei gatti introdotto in Svezia nel 2026, che ha permesso di tracciare la presenza di gatti domestici nelle famiglie dei partecipanti. I risultati hanno mostrato che il 9,4% dei bambini viveva con almeno un gatto. Nonostante ciò, non sono state riscontrate differenze significative nella gravità dell’asma tra i bambini esposti ai gatti e quelli che non lo erano.
Dati e analisi dettagliate
L’asma da moderato a grave è stato riscontrato nel 9,6% dei bambini esposti ai gatti e nel 10,1% di quelli non esposti. Le riacutizzazioni dell’asma si sono verificate nel 3,3% dei bambini con gatti e nel 3,5% di quelli senza. Inoltre, tra un sottogruppo di 1.428 bambini, 97 (6,8%) vivevano con gatti, ma non sono state riscontrate differenze significative nei parametri di funzionalità polmonare.
La dottoressa Putri ha spiegato che una possibile ragione di questi risultati potrebbe essere l’esposizione comune agli allergeni dei gatti anche al di fuori dell’ambiente domestico. “I bambini che non hanno gatti in casa potrebbero comunque esservi esposti in ambienti condivisi come scuole o mezzi di trasporto pubblici”, ha affermato. Tuttavia, ha anche sottolineato che lo studio non ha raccolto dati specifici sugli allergeni a cui i bambini erano sensibilizzati.
Implicazioni e considerazioni future
Questo studio rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione della relazione tra la convivenza con gli animali domestici e la salute respiratoria dei bambini. I risultati suggeriscono che la presenza di gatti in casa potrebbe non essere un fattore di rischio per l’asma infantile come si pensava in passato.
Tuttavia, la dottoressa Putri ha evidenziato la necessità di ulteriori ricerche per approfondire la questione. “Sebbene questi risultati su larga scala forniscano informazioni preziose, ci mancavano dati sugli allergeni a cui i bambini erano sensibilizzati”, ha dichiarato. Inoltre, il Registro nazionale dei gatti è relativamente nuovo, il che potrebbe aver portato a qualche classificazione errata dei bambini esposti ai gatti.



