Il 22 maggio 2026, durante il Race Village della regata preliminare dell’America’s Cup a Cagliari, è stato presentato un Memorandum of Understanding tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e la Società di Gestione del Porto di Tanger Ville. La firma, avvenuta nello stand curato con la Cagliari Free Zone, è stata sottoscritta da Domenico Bagalà e dal presidente del porto di Tanger Ville, Mohamed Ouanaya, con l’obiettivo di avviare un circuito nautico internazionale che metta in rete infrastrutture, servizi e strategie di promozione tra le due sponde del Mediterraneo.
L’intesa nasce in un contesto di trasformazioni locali e opportunità di mercato: da un lato la Sardegna che sta ripensando la distribuzione dei traffici portuali, con la riqualificazione del porto storico e lo spostamento previsto verso il porto Canale; dall’altro la capacità di intercettare flussi di alta gamma grazie a un mercato già consolidato. I dati riferiti all’estate 2026 parlano di oltre 3.100 imbarcazioni sopra i 24 metri in transito nelle acque sarde, incluse 347 unità di categoria superyacht, per un valore complessivo stimato superiore ai 21 miliardi di euro.
Perché nasce l’intesa
La collaborazione punta a sfruttare la complementarità stagionale tra le due sponde: la Sardegna con la sua attrattività estiva e il Marocco con una capacità infrastrutturale più adatta ai mesi invernali. In particolare, lo scalo di Tanja Marina Bay dispone di oltre 1.400 ormeggi e offre potenzialità per accogliere flussi che oggi in parte si dirigono verso la Spagna. Il progetto intende creare pacchetti turistico-esperienziali integrati e facilitare la movimentazione delle imbarcazioni tra le aree, redistribuendo domanda e servizi su un calendario annuale più bilanciato.
Numeri e potenzialità di mercato
Alla base dell’accordo ci sono cifre e trend concreti: la presenza massiccia di imbarcazioni di medio-grandi dimensioni in Sardegna nei mesi estivi e la disponibilità di ormeggi e servizi in Marocco durante l’inverno generano un’opportunità per potenziare la cantieristica e le attività di refitting invernale. L’intento è intercettare una domanda che oggi in parte si riversa sulla Spagna, offrendo alternative strutturate e sinergiche che possano aumentare il valore aggiunto per gli armatori e per gli operatori locali.
Azioni operative previste
Il Memorandum delinea una serie di interventi pratici: semplificazione delle procedure amministrative e doganali per i transiti dei grandi yacht, miglioramento dei servizi di accoglienza e logistica portuale, e una campagna comune di promozione internazionale. Tra le attività previste figurano la partecipazione congiunta alle principali fiere del settore, la definizione di un marchio identitario per il circuito Sardegna-Tangeri, e la possibilità di estendere l’iniziativa a porti spagnoli con caratteristiche affini, creando così un network Mediterraneo più articolato.
Formazione, scambi e governance
Per trasformare l’intesa in risultati concreti, le parti hanno previsto piani operativi condivisi, incontri tecnici, scambi di delegazioni e programmi di formazione per il personale portuale. Queste misure servono a standardizzare procedure, alzare la qualità dei servizi e creare una governance comune in grado di coordinare operazioni logistiche, commerciali e promozionali tra i porti coinvolti.
Sostenibilità, tecnologia e prospettive
Il protocollo include anche un focus su sostenibilità ambientale e innovazione: si prevedono scambi di buone pratiche per la digitalizzazione dei servizi portuali, l’adozione di fonti rinnovabili e lo sviluppo di modelli di smart marina. Tra le ipotesi operative c’è l’uso di biocarburanti e soluzioni per l’autosufficienza energetica degli approdi, elementi che mirano a rendere il circuito attrattivo anche dal punto di vista ecologico e tecnologico.
Nel commentare l’intesa, Domenico Bagalà ha evidenziato la volontà di intercettare «nuovi flussi turistici ad elevato valore aggiunto» e di rafforzare le opportunità per il refitting invernale sull’isola; Mohamed Ouanaya ha sottolineato la posizione strategica di Tangeri all’ingresso dello Stretto di Gibilterra e la possibilità per il Marocco di consolidare una vocazione strutturata nella grande diportistica. L’accordo dunque definisce linee operative e prospettive di crescita economica, sociale e occupazionale per entrambe le sponde del Mediterraneo.