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Addio a Ninni Careddu e Franca Ferri: due figure chiave tra cronaca e innovazione

La morte di Ninni Careddu e di Franca Ferri colpisce i rispettivi ambienti professionali: Careddu lascia un'eredità nella radiofonia e nello sport locale, Ferri è ricordata per l'innovazione nel racconto della tecnologia e per l'impegno civile.

Addio a Ninni Careddu e Franca Ferri: due figure chiave tra cronaca e innovazione

Nel panorama italiano del giornalismo e dello sport sono arrivate notizie di grande dolore: la città di Nuoro piange la scomparsa di Ninni Careddu voce storica delle cronache sportive locali, mentre Bologna e la scena nazionale perdono Franca Ferri caporedattrice nota per l’attenzione alla tecnologia, alla salute e all’impegno civile. Entrambe le figure hanno segnato decenni di attività professionale lasciando un’impronta riconoscibile nel rapporto tra informazione, società e comunità.

Il ruolo di Ninni Careddu nella radio e nello sport di Nuoro

A Nuoro la notizia della scomparsa di Ninni Careddu ha suscitato commozione tra ascoltatori, colleghi e sportivi. Per anni la sua voce ha accompagnato le radiocronache provinciali, costruendo un rapporto di fiducia con il pubblico grazie a uno stile corretto e a un autentico fair play comunicativo. Careddu è stato direttore della storica emittente locale a partire dal 1990 e ha ricoperto ruoli dirigenziali nel movimento sportivo, tra cui la presidenza del Comitato Provinciale della Federazione Pallavolo e la dirigenza in una realtà sportiva locale chiamata Gennargentu.

Il suo impegno non si è limitato alla conduzione radiofonica: ha promosso la diffusione della pallavolo e della pallacanestro sul territorio, contribuendo alla crescita di pratiche sportive giovanili e alla tutela dei valori educativi associati allo sport. Autore di testi sulla storia delle discipline locali, ha voluto conservare e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio fatto di esperienze tecniche, sociali e umane, inteso come risorsa per la comunità.

Attività pubblica e professionale oltre lo sport

Oltre alla dimensione sportiva e giornalistica, chi ha condiviso il percorso con Careddu ricorda il suo lavoro alla ASL come funzionario amministrativo: un ruolo svolto con puntualità e disponibilità, che testimonia la sua attenzione al servizio pubblico. La mescolanza di qualità personali — signorilità, rigore e predisposizione all’ascolto — è stata spesso citata come motivo del suo apprezzamento diffuso in città.

Franca Ferri: la giornalista che spiegava il futuro

La scomparsa di Franca Ferri avvenuta il 03/07/2026 all’età di 63 anni, ha lasciato un segno profondo nel mondo dell’informazione. Con una carriera improntata alla curiosità e alla lungimiranza, Ferri ha saputo interpretare tematiche complesse come la tecnologia e la scienza traducendole in contenuti accessibili al grande pubblico. Nella sua azione professionale si è distinta per la capacità di coniugare rigore giornalistico e attenzione alle tendenze culturali contemporanee.

Negli anni Novanta, quando internet era ancora un territorio in via di esplorazione per molti, Ferri aveva già intuito l’impatto trasformativo della rete e si era occupata di rilanciare il racconto digitale nell’ambito della sua redazione. La sua cura dell’inserto dedicato alla salute ha mostrato un approccio capace di unire semplicità comunicativa e rigore scientifico, con l’obiettivo dichiarato di educare i lettori alle novità prima che diventassero ovvie.

Impegno civile e memoria familiare

Al di là del lavoro redazionale, Ferri era nota per un forte senso del dovere civico: dopo eventi familiari drammatici, si è impegnata a lungo in attività legate alla memoria e alla responsabilità storica, partecipando attivamente a iniziative di una fondazione legata al ricordo di una vittima della violenza politica. Questo impegno si è riflesso anche nell’attività sindacale e nella formazione di giovani giornalisti, dove la sua esperienza è stata messa al servizio della collettività professionale.

Personalità poliedrica, Ferri coltivava passioni che andavano oltre la scrivania: viaggi, yoga, musica e immersioni subacquee facevano parte di una vita vissuta con energia. Anche la lunga malattia affrontata con dignità non ha cancellato il suo spirito indomabile, ispirato a restare sempre curiosa e determinata.

Riflessioni dal mondo del giornalismo sportivo in occasione della giornata internazionale

Nel giorno dedicato al giornalismo sportivo è arrivato un richiamo alla responsabilità professionale e alla tutela dei valori che collegano sport e società. Il messaggio sottolinea come in un momento complesso e a tratti conflittuale sia essenziale difendere l’autonomia del campo sportivo dagli ingerenze politiche e promuovere un’informazione che formi le nuove generazioni.

Tra i temi evidenziati vi sono anche le sfide poste dalle nuove realtà digitali: content creator e intelligenza artificiale richiedono attenzione critica e capacità di integrazione, senza rassegnarsi al pessimismo. Il richiamo è a usare gli strumenti tecnologici con intelligenza per valorizzare la funzione informativa dei giornalisti sportivi, preservando l’etica professionale e il ruolo educativo dello sport.

Le morti professionali di figure come Careddu e Ferri richiamano l’importanza del mestiere del giornalista e del dirigente sportivo come custodi di storie, competenze e valori. In diverse modalità e ambiti, entrambi hanno dimostrato che la passione per l’informazione e per lo sport può trasformarsi in un contributo duraturo alla comunità.

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