L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (ADSP) ha annunciato l’adozione dell’Adeguamento tecnico funzionale del Piano Regolatore Portuale per il porto di Olbia. Dopo che il MINISTERO DELLA CULTURA e il MINISTERO DELL’AMBIENTE avevano espresso parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto, il TAR Sardegna aveva confermato, a marzo 2026, le critiche sull’intervento originale. La nuova decisione fornisce ora una risposta concreta, fissando la destinazione delle due vasche di colmata situate di fronte all’ex stabilimento Palmera.
Adeguamento tecnico e destinazione delle vasche ex Palmera
Il piano prevede che le vasche di colmata vengano riempite con i fanghi risultanti dal dragaggio e trasformate in un collegamento con le aree a nord del porto, oggi destinate alla cantieristica nautica. Secondo quanto indicato nell’adeguamento, le vasche dovranno contribuire a rafforzare un polo industriale già consolidato, mantenendo un rispetto rigoroso del paesaggio costiero. L’intervento, quindi, non si limita a creare un deposito temporaneo, ma mira a integrare la zona in una nuova rete di logistica marittima, in linea con il Documento di Programmazione Strategica di Sistema.
Le due vasche di colmata: progetto e destinazione
Le strutture, ognuna di circa cinque ettari, verranno colmate progressivamente con i sedimenti prelevati durante il primo lotto dei dragaggi dello scalo. Una volta completata l’opera, le vasche formeranno un corridoio continuo verso le banchine di cantieristica, favorendo così lo scambio di merci e la sicurezza di approdo per le navi attuali. Il documento sottolinea che l’intervento sarà realizzato “nel pieno rispetto del paesaggio”, evitando ulteriori prosciugamenti del mare che avrebbero potuto compromettere l’equilibrio ambientale del Golfo.
Le osservazioni del Consorzio Molluschicoltori di Olbia
Il Consorzio ha ribadito che non ha partecipato al procedimento di V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) relativo al progetto di dragaggio e al piazzale di smaltimento dei fanghi nei pressi dell’ex Palmera. La loro posizione è chiara: supportano i lavori di dragaggio per garantire una migliore circolazione delle acque, soprattutto nei mesi estivi più caldi, ma si oppongono a qualsiasi ulteriore interramento del fondale che possa alterare l’equilibrio ecologico del Golfo. In particolare, ricordano che negli ultimi trent’anni sono stati interrati più di 50 ettari di mare per ampliamenti, molti dei quali ritenuti superflui.
Il Consorzio invita gli amministratori locali a valutare le scelte non solo sotto il profilo economico, ma anche guardando alla salvaguardia ambientale del Golfo, un patrimonio condiviso da attività portuali, cantieristiche, turistiche e dalla stessa molluscoltura. Evidenziano, inoltre, che il dragaggio continuo, più che progetti isolati, è la vera soluzione per evitare il riassestamento naturale dei fondali, fenomeno inevitabile data la conformazione del Golfo e il continuo dilavamento.
Investimenti 2027: 114 milioni di euro per i porti sardi
Il bilancio di previsione 2027, approvato dal Comitato di gestione dell’ADSP, prevede un equilibrio finanziario di quasi 192 milioni di euro, con investimenti per 114 milioni destinati a tutti i nove porti del sistema. Tra le opere principali oltre al dragaggio di Olbia, figurano la riqualificazione del porto turistico di Su Siccu a Cagliari, la creazione di una nuova darsena per i mezzi di servizio di Porto Foxi e l’elettrificazione delle banchine di Porto Torres per i collegamenti con l’Asinara.
Il presidente dell’ADSP, Domenico Bagalà, ha sottolineato che la programmazione è stata costruita “con prudenza, tenendo conto dell’instabilità dello scenario internazionale e dell’aumento dei costi del combustibile”. Ha ribadito che, nonostante le sfide, non si intende rallentare le opere strategiche, tra cui l’approfondimento dei fondali a Olbia, perché necessari per garantire la sicurezza delle rotte e la vitalità economica dell’area. Il nuovo adeguamento delle vasche, con la loro destinazione definita, si inserisce in questo quadro più ampio, offrendo un futuro più sostenibile per il porto e per il Golfo.



