La situazione abitativa di una famiglia di Alghero è diventata simbolo di un problema più ampio: una madre che convive con un figlio minorenne affetto da disabilità attende da quasi sette anni l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. La famiglia denuncia non soltanto l’assenza di risposte concrete, ma anche un peggioramento del punteggio nella graduatoria ufficiale, che ha prodotto uno spostamento all’indietro nella lista di assegnazione.
Il caso è stato portato all’attenzione dell’amministrazione comunale da Christian Mulasconsigliere comunale e presidente della V Commissione consiliare, che ha formalmente richiesto la convocazione urgente di una seduta congiunta con la IV Commissione, competente per i servizi socialiper verificare criteri, procedure e scorrimento delle graduatorie ERP. La segnalazione, resa pubblica il 18 giugno 2026, ha riacceso il dibattito sull’emergenza abitativa nella città.
La protesta della famiglia e i motivi del ricorso alle commissioni comunali
Secondo la denuncia della madre, nonostante la condizione di svantaggio e la presenza di un figlio con disabilità, la posizione della famiglia nella graduatoria per le case popolari non è migliorata nel tempo: anzi, si sarebbe aggravata. Per questo motivo il consigliere Mulas ha chiesto un approfondimento formale, puntando a far luce su possibili errori amministrativi, criteri di valutazione o ritardi procedurali che possono influire sul punteggio e sullo scorrimento della lista.
Richiesta di seduta congiunta e ruolo delle commissioni
La petizione avanzata da Mulas implica la convocazione della V Commissione, di cui è presidente, insieme alla IV Commissione responsabile dei servizi sociali. L’obiettivo è esaminare la pratica specifica e, più in generale, valutare se le procedure adottate dagli uffici comunali rispettino i parametri previsti per l’assegnazione degli alloggi ERP e la tutela dei casi più fragili.
Contesto urbano: affitti, mercato immobiliare e cantieri bloccati
Il caso personale della famiglia si inserisce in un contesto cittadino segnato da tensioni sul mercato della casa. I canoni di affitto nel settore privato hanno raggiunto livelli che molte famiglie considerano insostenibilimentre l’acquisto di un immobile è complicato dall’aumento dei prezzi e dalle difficoltà di accesso al credito. Questi fattori stanno ampliando la fascia di cittadini che necessitano di un intervento pubblico per l’abitazione.
Allo stesso tempo, sul fronte dell’offerta pubblica, risultano rilevanti ritardi e blocchi: il progetto previsto nell’area di Carrabuffas non è mai partito, e nell’area di Carragol i cantieri avviati risultano oggi fermi. Questa situazione limita la disponibilità di nuovi alloggi destinati all’assegnazione e acuisce la pressione sulle graduatorie esistenti.
Impatto sui nuclei familiari e sulla graduatoria
Il rallentamento degli interventi di edilizia residenziale pubblica, sommato all’aumento della domanda, conduce a un allungamento dei tempi di attesa e a una maggiore competizione per i pochi alloggi disponibili. Per le famiglie con situazioni di fragilità — come la madre con un figlio disabile al centro del caso — questo si traduce in difficoltà concrete e in un crescente senso di ingiustizia quando il loro punteggio non viene riconosciuto o scorre in modo imprevedibile.
Il consigliere Mulas ha sottolineato come la questione sia rappresentativa di un fenomeno strutturale: non si tratta solo di una singola pratica, ma di come la città gestisce la domanda abitativa nei confronti dei soggetti più vulnerabili. Per Mulas, è necessario esaminare ogni passaggio amministrativo per evitare che errori procedurali o ritardi aggravino situazioni già critiche.
Richieste formali e attese della famiglia
La richiesta ufficiale di convocazione delle commissioni mira a ottenere risposte precise sul caso e, se necessario, a sollevare la questione in sede consiliare per valutare eventuali interventi correttivi. La famiglia chiede una verifica puntuale della pratica e una spiegazione per il calo del punteggio nella graduatoria: in gioco non c’è soltanto un alloggio, ma l’accesso a condizioni abitative compatibili con la salute e la dignità di un minore con disabilità.
Nel frattempo, la vicenda resta sotto osservazione politica e amministrativa: la verifica chiesta da Mulas dovrà chiarire se si tratta di un caso isolato dovuto a errori tecnici o di un elemento che rimanda a criticità più ampie nella gestione delle graduatorie e nei tempi di realizzazione degli interventi ERP a Alghero.


