La Sardegna fa da sfondo a due racconti che parlano di radici e di cure: da un lato un progetto creativo nato nel 2013 che ha saputo trasformare l’identità culturale in un’attività duratura; dall’altro il percorso di recupero di un animale vittima di abbandono e sfruttamento, accolto al rifugio Lida I Fratelli Minori di Olbia. Entrambe le storie mettono in luce la forza di una comunità che sceglie di preservare memoria e dignità: la prima attraverso prodotti che raccontano l’isola con ironia e cura, la seconda tramite il lavoro quotidiano di volontari che cercano per Schizzo una nuova famiglia. In questo pezzo esploriamo i fatti verificati, le persone coinvolte e il senso sociale che unisce queste vicende.
La nascita e l’evoluzione di Tziarùa: dal 2013 una Sardegna in forma di prodotto
Nel 2013 è nata Tziarùaun’iniziativa ideata da Ivan Pibiri che ha scelto di crescere senza ricorrere a investitori esterni, mantenendo una conduzione familiare. Oggi, dopo tredici anniil progetto rimane fedele a un’idea di fondo: raccontare la Sardegna in maniera nuova, attraverso un linguaggio visivo caratterizzato da leggerezza e cura grafica. Il marchio ha saputo coniugare l’ironia con una ricerca estetica attenta, dando vita a quella che molti riconoscono come una forma di Sardegna Pop. Questa capacità di combinare umorismo e qualità ha aiutato il brand a resistere alle crisi e ai cambiamenti nel mondo della comunicazione.
Prodotti e attenzione alla comunità
Se l’offerta iniziale ha puntato sulle magliette, il catalogo si è poi ampliato: dalle pochette dette burrumbaffole ai poster e alle borse in juta, fino a prodotti diventati molto richiesti come il telo mare. Tra i pezzi che hanno segnato la storia del brand figurano prodotti dedicati a luoghi come Pirri e maglie dal forte impatto visivo, esempi di come il design possa veicolare affetto e appartenenza. Il team, però, è rimasto snello: oltre a Ivan sono coinvolti Simona e Albertoche si occupano internamente di progettazione, produzione, vendita e assistenza. Nei primi anni la presenza su Facebook è stata uno strumento chiave per farsi conoscere; oggi la sfida rimane mantenere viva la relazione con chi riconosce nel marchio un legame con la propria terra.
Schizzo: il percorso di un cane di circa due anni accolto a Olbia
Il nome Schizzo identifica un cagnolino di circa due anni che ha subito maltrattamenti e ripetuti abbandoni, fino ad arrivare al rifugio Lida I Fratelli Minori di Olbia. La sua storia raccoglie episodi di sfruttamento: dopo essere stato lasciato da una ragazza, il cane è stato utilizzato come esca per ottenere passaggi in auto tramite autostop e poi abbandonato sul sedile una volta raggiunta la destinazione. L’automobilista che lo ha trovato ha poi portato Schizzo al rifugio, dove i volontari hanno osservato segni evidenti di botte e una grande paura negli occhi del cane. Nonostante il vissuto traumatico, la sua reazione è stata sorprendente.
I volontari del rifugio raccontano che “Schizzo ci ha sorpresi tutti” e sottolineano come, nonostante gli abusi, il cane manifesti una disposizione affettuosa. È stata anche diffusa la richiesta di aiuto con parole che danno il senso dell’urgenza emotiva: “E’ di una bontà disarmante, aiutiamolo a trovare una vera famiglia“. Al momento Schizzo è in attesa di un’adozione che possa porre fine alla sua odissea: il rifugio rappresenta un luogo di cura temporaneo, ma i volontari auspicano che il capitolo finale della sua vicenda sia segnato dall’affetto stabile di una famiglia. La comunità locale, in casi come questo, gioca spesso un ruolo decisivo nel promuovere adozioni e accogliere animali salvati.



