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Comuni rifiuti free in crescita: 675 comuni e Veneto in testa

I comuni che mantengono il rifiuto indifferenziato sotto i 75 kg pro capite crescono a 675. Il Veneto guida la classifica regionale, aumenta il numero di cittadini interessati e alcuni capoluoghi, tra cui Treviso e Nuoro, raccolgono riconoscimenti significativi.

Comuni rifiuti free in crescita: 675 comuni e Veneto in testa

La fotografia nazionale sulla gestione dei rifiuti mostra un movimento positivo: i Comuni Rifiuti Free in Italia passano a 675 contro i 663 dell’anno precedente, su un totale di 7.894 municipi. Il criterio per entrare in questa categoria è la capacità di mantenere la produzione annua di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 chilogrammi per abitante un parametro che misura la riduzione dei residui non riciclabili.

Distribuzione geografica e aumento dei cittadini coinvolti

Il Nord continua a concentrare la maggior parte dei comuni virtuosi: il 60,3% dei Comuni Rifiuti Free si trova in quest’area, anche se il numero è diminuito di 16 unità rispetto all’anno precedente. Il Sud e le isole rappresentano il 32,8% del totale, con un aumento di 16 comuni, mentre il Centro raggiunge il 6,8% grazie a una crescita significativa che porta la sua quota a 46 comuni, +16 rispetto al 2026. Nonostante l’aumento dei soli 12 comuni nel complesso, il numero di residenti che vivono in territori classificati Rifiuti Free sale da 3.715.010 a 4.086.781 segno che alcuni comuni di dimensione maggiore hanno raggiunto gli standard richiesti.

Leader regionali e posizionamento

A livello regionale il Veneto si conferma al primo posto con 165 Comuni Rifiuti Free, seguito da Lombardia con 104 e Campania con 73, la prima tra le regioni meridionali. Questi numeri indicano modelli di gestione dei rifiuti locali basati su raccolta differenziata di qualità e processi di economia circolare, che hanno favorito la riduzione della quantità di rifiuto indifferenziato destinato allo smaltimento.

Capoluoghi premiati e risultati dei centri urbani

Tra i capoluoghi di provincia che hanno partecipato al concorso, 54 in totale, 35 hanno raggiunto o superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (vale a dire il 65% del campione e il 33% del totale dei capoluoghi italiani) e cinque città possono vantare anche il riconoscimento di Rifiuti Free. Le cinque città che hanno ottenuto questo doppio risultato sono PordenoneBellunoNuoroTrento e Treviso. Questi capoluoghi dimostrano come politiche di raccolta efficaci e la partecipazione dei cittadini possano tradursi in risparmi sul trattamento dei rifiuti e in maggiore recupero di materia.

Il caso di Nuoro

Nuoro, entrata nella classifica lo scorso anno, conferma la sua posizione e il proseguimento degli sforzi sul fronte della riduzione dei rifiuti. La riconferma mette in evidenza processi amministrativi e di sensibilizzazione consolidati che consentono di mantenere la produzione di secco residuo sotto la soglia stabilita.

Treviso: primato tra i capoluoghi e dati ambientali

Treviso si distingue come capoluogo più riciclone d’Italia, riconfermandosi al vertice durante la cerimonia di premiazione tenutasi il 2 luglio 2026 nell’ambito dell’Ecoforum nazionale. La città ha raggiunto un livello di raccolta differenziata pari all’84,1% e una produzione di secco residuo di 60,3 kg pro capite, valori che l’hanno collocata al primo posto fra i capoluoghi italiani. Il sindaco ha sottolineato come il risultato sia frutto del senso civico dei cittadini e dell’efficacia del sistema di gestione locale.

Qualità dell’aria e monitoraggi

Oltre ai risultati sulla gestione dei rifiuti, Treviso ha ottenuto un altro riconoscimento legato alla qualità dell’aria nell’ambito del progetto di monitoraggio ambientale di prossimità. I dati più recenti mostrano una riduzione dei superamenti giornalieri di PM10, con una media annuale che si è posizionata su valori inferiori ai limiti che avevano caratterizzato la città negli anni precedenti. Questi segnali indicano che interventi sulla mobilità e sulla riforestazione urbana possono avere un impatto concreto sulla esposizione dei cittadini agli inquinanti.

I risultati complessivi derivano dalla 33ª edizione del concorso nazionale sui Comuni Ricicloni, presentato a Roma durante la giornata finale dell’Ecoforum nazionale dell’economia circolare, un evento sostenuto da associazioni e istituzioni coinvolte nella transizione verso modelli di gestione dei rifiuti più circolari ed efficienti. L’analisi dei dati evidenzia un movimento virtuoso in più aree del Paese, ma anche la necessità di proseguire con politiche che riducano la produzione di rifiuto indifferenziato e rafforzino le filiere del riciclo.

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