Il 24 agosto 2016, una notte che ha cambiato per sempre la vita di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Dieci anni dopo, l’Italia si ferma a ricordare le 299 vittime del sisma che devastò l’Appennino centrale. Una giornata di ricordo e impegno in cui le istituzioni si riuniscono per onorare le vittime e rilanciare la promessa di una rinascita.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito quella notte una pagina drammatica della storia della Repubblica sottolineando la necessità di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento. Un monito che risuona forte in una regione ancora fragile, dove oltre 150mila terremoti sono stati registrati nell’ultimo decennio.
Le commemorazioni e le parole delle istituzioni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni accompagnata dai ministri Nello MusumeciGianmarco Mazzi e Andrea Abodi ha partecipato alle commemorazioni ad Amatrice. Un gesto simbolico che ha visto la deposizione di una corona di alloro al Monumento alle vittime e un incontro commovente con i familiari delle vittime.
Durante la messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi al campo sportivo, il presidente della Cei ha sottolineato che ricostruire non è solo una questione di edifici, ma soprattutto di relazioni, comunità, fiducia, solidarietà. Zuppi ha parlato di un Apocalisse che portiamo nel cuore invitando tutti a credere che anche Amatrice, oggi ancora provata, può trovare nuova vita e speranza.
Le parole del cardinale Zuppi
Il cardinale ha ricordato i momenti drammatici di quella notte, descrivendo l’inferno vissuto dai soccorritori e dai sopravvissuti. Un ricordo che cambia la vita in cui ci si rende conto di quanto siamo piccoli e fragili di fronte a eventi catastrofici. Zuppi ha invitato a non arrendersi, a credere che anche Amatrice, pezzo per pezzo, può riapparire e rigenerarsi.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana hanno legato il ricordo alla responsabilità delle istituzioni, con l’obiettivo di continuare con determinazione nell’impegno per la ricostruzione. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha sottolineato la forza con cui i territori hanno saputo reagire alla tragedia, ringraziando i soccorritori e i volontari.
La ricostruzione: progressi e sfide future
Il Commissario Straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli ha evidenziato i progressi degli ultimi tre anni, grazie al forte sostegno del governo e alla collaborazione delle regioni. Un cambio di passo documentato dai numeri e dagli esiti concreti, ma con ancora molto da fare.
La presidente Meloni ha rivendicato un deciso cambio di passo impresso dal governo, dopo troppi rinvii e false partenze. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare ha aggiunto, indicando come obiettivo la rinascita dell’Appennino centrale. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca ha sottolineato la necessità di accelerare i lavori per la costruzione dell’ospedale di Amatrice, un’opera che deve essere completata in fretta.
Legambiente Marche ha ricordato l’importanza di affiancare alla ricostruzione fisica una rigenerazione urbana capace di vedere nella transizione ecologica lo strumento più adatto per ripopolare i territori colpiti dal sisma. Un impegno che deve coinvolgere tutti, dallo Stato alle istituzioni, dalla Chiesa alla passione e creatività di ognuno.
Dieci anni dopo, Amatrice è ancora sospesa tra macerie e futuro, ma con la certezza che il peggio è alle spalle. La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone dalle loro relazioni e dalla speranza condivisa.



