La vicenda che riguarda la guida di Agenzia Forestas ha assunto una nuova fase con l’annuncio formale di ricorso da parte di Salvatore Piras, nominato amministratore unico con delibera della Giunta regionale nel giugno 2026 e, tre giorni fa, dichiarato nulla dall’Ufficio per la prevenzione della corruzione e la trasparenza della Regione Sardegna. L’ex vertice replica pubblicamente per difendere la regolarità dell’iter che ha portato al suo insediamento e per impedire che la controversia venga ridotta a una condanna sommaria mediatica.
Le ragioni della decisione dell’Anticorruzione
Secondo gli uffici di vigilanza regionali, la nomina sarebbe stata inconferibile per via di un ruolo ricoperto da Piras nell’anno precedente alla nomina: la direzione generale della Fondazione Opera Gesù Nazareno, ente che intrattiene rapporti economici con la Regione Sardegna e che ha ricevuto contributi da agenzie regionali competenti. Questa circostanza, alla luce della normativa sulle incompatibilità, è stata interpretata come un elemento ostativo all’assunzione dell’incarico pubblico alla guida dell’Agenzia.
Interpretazione normativa e strumenti utilizzati
L’Ufficio regionale ha motivato la dichiarazione di nullità richiamando l’articolo 4 del decreto legislativo 39/2013, applicandone una lettura ritenuta dagli uffici stessa estensiva rispetto al caso concreto. Parallelamente alla dichiarazione di inconferibilità, è stato avviato un procedimento amministrativo volto a valutare eventuali responsabilità in capo alla Giunta regionale che aveva affidato l’incarico.
La replica di Piras e la strategia legale
Di fronte a questa decisione, Piras ha scelto la via giudiziaria: annuncia l’impugnazione del provvedimento e la richiesta di sospensiva al Tribunale amministrativo regionale (Tar). Nella sua nota sottolinea che tutte le informazioni riguardanti la sua posizione professionale erano state dichiarate al momento della designazione e che non è mai esistito «alcun comportamento opaco» né da parte sua né degli uffici che hanno istruito la pratica.
Contestazione dell’interpretazione giuridica
L’ex amministratore contesta in modo netto la base giuridica dell’annullamento: a suo avviso la decisione si fonda su una applicazione eccessivamente ampia dell’articolo 4 del decreto e su un riferimento a una pronuncia giurisprudenziale che sarebbe riferita a fattispecie diverse da quella in esame. Per questo Piras ritiene «piena la legittimità» dell’iter che lo ha portato alla nomina e giudica ingiusto che una interpretazione successiva possa essere usata per imputare superficialità o incompetenza alla Giunta regionale o ai funzionari coinvolti.
Implicazioni e possibili sviluppi
La controversia solleva questioni non solo personali ma anche procedurali: da una parte c’è il principio di tutela della legalità e della trasparenza nella gestione degli incarichi pubblici; dall’altra c’è la necessità di interpretare le norme in modo coerente con le fattispecie concrete. La scelta di impugnare davanti al Tar introduce un elemento giudiziario che potrà chiarire il perimetro applicativo dell’incompatibilità prevista dalla normativa e il valore vincolante delle interpretazioni adottate dagli uffici di prevenzione della corruzione.
Possibili esiti
Tra gli scenari possibili vi è l’accoglimento della sospensiva, che permetterebbe di congelare gli effetti del provvedimento fino a una decisione di merito, oppure il rigetto con conferma della nullità della nomina. L’eventuale pronuncia del Tar potrà inoltre indicare se la lettura data dall’Ufficio regionale sia giuridicamente sostenibile o se al contrario vada circoscritta rispetto ai precedenti richiamati.
Il contesto politico e amministrativo
La vicenda arriva in un periodo in cui le nomine di vertice nelle agenzie regionali sono osservate con attenzione, e la decisione di un organo di controllo di annullare una designazione compiuta dalla Giunta sottolinea il ruolo dei meccanismi di vigilanza nella pubblica amministrazione. Per Piras, la discussione non riguarda solo la sua persona ma anche la correttezza dell’operato degli uffici regionali responsabili della selezione e della nomina.
In attesa dell’udienza davanti al Tar, la questione rimane aperta: l’iter giudiziario dirà se la posizione di Piras potrà essere recuperata o se la dichiarazione di inconferibilità segnerà la conclusione della sua esperienza alla guida di Forestas. Nel frattempo, la regione e gli organismi di controllo continueranno a fare luce sulle interpretazioni applicate e sulle eventuali responsabilità emerse dall’istruttoria.