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Incidente mortale in impianto di trattamento rifiuti: vittima un giovane operaio

Un giovane operaio di 18 anni ha perso la vita in un incidente sul lavoro in un impianto di trattamento rifiuti in Sardegna. La tragedia ha scatenato proteste e richieste di maggiore sicurezza.

Incidente mortale in impianto di trattamento rifiuti: vittima un giovane operaio

Un’altra vita spezzata sul lavoro. Fabrizio Pittalis, appena 18 anni, ha perso la vita questa mattina all’alba in un incidente sul lavoro nell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti di Oniferi, in provincia di Nuoro. La tragedia si è consumata intorno alle 6:00 nella zona artigianale S’Infurcau, ai confini tra i comuni di Orotelli e Oniferi.

Il giovane, originario di Orotelli, è stato colpito alla testa dalle forche di un muletto guidato da un collega. Nonostante i soccorsi immediati dei colleghi e l’intervento del 118, per Fabrizio non c’era più nulla da fare. Il collega che manovrava il muletto è rimasto sotto shock, senza riuscire a spiegare come sia potuto accadere un simile incidente.

Le indagini e le prime ricostruzioni

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Ottana e gli ispettori dello Spresal della Asl di Nuoro. La Procura di Nuoro ha aperto un’inchiesta per stabilire la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità. Le prime ricostruzioni parlano di un impatto violento con il mezzo meccanico, che non ha lasciato scampo al giovane operaio.

Nel frattempo, a Orotelli, il sindaco Tonino Bosu ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, 25 luglio, in concomitanza con i funerali, fissati alle 18 nella chiesa dello Spirito Santo. La comunità è in lutto per la perdita di un giovane che aveva appena iniziato a lavorare.

Le proteste dei sindacati e le richieste di maggiore sicurezza

La tragedia di Fabrizio Pittalis ha scatenato la reazione dei sindacati, che chiedono maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. La Cgil di Frosinone Latina, attraverso il segretario generale Giuseppe Massafra, ha denunciato un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire.

“Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio”, ha dichiarato Massafra. “Ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare.”

La Cisl di Nuoro, attraverso la segretaria generale Maria Luisa Ariu e il segretario di presidio Simone Porcheddu, ha espresso vicinanza alla famiglia di Fabrizio e all’intera comunità di Orotelli. “Questa tragedia richiama ancora una volta l’urgenza di rafforzare la sicurezza, i controlli e la formazione concreta e continua dei lavoratori, soprattutto dei più giovani”, hanno dichiarato.

Anche Uil Sardegna e Uiltrasporti Sardegna hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore. “Non è assolutamente più accettabile che nel 2026 si perda ancora la vita per lavorare”, hanno affermato. “Bisogna fermare questa scia di infortuni. Quello di oggi è un lutto per tutti noi.”

Altri incidenti sul lavoro in Italia

La tragedia di Fabrizio Pittalis non è un caso isolato. Nei primi 100 giorni del 2026, secondo l’Osservatorio nazionale dei morti sul lavoro di Bologna, le vittime sono già 400. Solo oggi, oltre a Fabrizio, ha perso la vita un operaio di 47 anni a Roma, schiacciato da una macchina spazzatrice, e un operaio egiziano di 35 anni è caduto da un carrello elevatore a Bologna.

Nella giornata di lunedì, a Latina, ha perso la vita Wladyslaw Pernal, 64 anni, di origine polacca, mentre cambiava delle piastrelle su un terrazzo. Martedì, a Borgo Santa Maria, Francesco Gritto, 54 anni, ha avuto un malore mentre lavorava in un cantiere fotovoltaico. In Mantova, un operaio cinese di 45 anni è precipitato da un tetto in un’azienda agricola, finendo in arresto cardiaco.

Questi incidenti hanno spinto i sindacati a chiedere maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro e a richiedere controlli più severi per evitare ulteriori tragedie. “Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero”, ha dichiarato Massafra.

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