La Corsa degli Scalzi a Cabras è un evento che va ben oltre una semplice processione religiosa. È un viaggio di fede, un cammino che unisce tradizione e devozione, radicato nella cultura sarda. Ogni anno, centinaia di uomini percorrono a piedi nudi i sette chilometri che separano Cabras dal villaggio di San Salvatore, portando con sé il simulacro del Santissimo Salvatore.
Questa tradizione, che si rinnova ogni anno, è un momento di grande emozione e partecipazione per l’intera comunità. La Corsa degli Scalzi non è solo un atto di fede, ma anche un’occasione per riscoprire le radici culturali e religiose della Sardegna.
L’arrivo a San Salvatore: un momento di commozione
Il momento più emozionante della Corsa degli Scalzi è senza dubbio l’arrivo a San Salvatore. Dopo oltre sette chilometri percorsi a piedi nudi, i corridori, vestiti con il tradizionale saio bianco, fanno il loro ingresso nel villaggio accompagnati dai guettus i petardi che annunciano il loro arrivo. Le invocazioni “Viva Santu Srabadori!”“Viva Is Curridoris!” e “Viva sa bandera!” risuonano nell’aria, mescolandosi agli applausi e alle grida di gioia della folla.
Una volta raggiunto il villaggio, il passo rallenta e la Corsa lascia spazio alla processione. I corridori si raccolgono attorno al simulacro del Santo, mentre Is Coggius gli inni devozionali in lingua sarda, scandiscono il percorso. È un momento di grande commozione, in cui la fatica lascia spazio alla preghiera e agli abbracci.
L’organizzazione della Corsa: un rituale tramandato nel tempo
La Corsa degli Scalzi è un evento che richiede una precisa organizzazione. I corridori sono suddivisi in 14 gruppi ciascuno composto da 14 mudas a loro volta formate da tre a cinque corridori. Questo numero richiama le quattordici stazioni della Via Crucis sottolineando il significato religioso della Corsa.
Ogni gruppo ha un ruolo specifico nel trasporto del simulacro e della bandiera, seguendo un ordine rigoroso che si tramanda di generazione in generazione. Questa organizzazione riflette il profondo significato della Corsa, che è un atto di fede e di devozione nel quale la fatica e il sacrificio fanno parte del cammino.
La Festa di San Salvatore: undici giorni di devozione
La Corsa degli Scalzi è solo uno dei momenti salienti della Festa di San Salvatore, che si protrae per undici giorni. Tutto inizia venerdì 28 agosto con la partenza delle donne di Cabras, che portano la statuetta del Santo verso il villaggio. Da quel momento, San Salvatore torna a vivere al ritmo del novenario, scandito ogni giorno dal Rosario, dalla Santa Messa e dalla Via Crucis.
Tra gli appuntamenti religiosi di questi giorni, anche la Santa Messa nell’Ipogeo di San Salvatore e la Processione Eucaristica al Monte del 3 settembre. La Corsa degli Scalzi si inserisce in questo percorso religioso, unendo Cabras e San Salvatore in un cammino di fede.
Il simulacro del Santissimo Salvatore resterà nel villaggio fino a domenica 6 settembre, quando i corridori accompagneranno nuovamente il simulacro lungo su camminu de su Santu, questa volta dal villaggio verso la chiesa di Santa Maria Assunta a Cabras. Lunedì 7 settembre, saranno ancora una volta le donne di Cabras a chiudere il cammino, portando con loro la statuetta del Santissimo Salvatore.
La Festa di San Salvatore non è solo un momento di devozione, ma anche un’occasione per riscoprire la cultura e l’identità del territorio di Cabras. Durante i giorni del novenario, il villaggio si anima con musica, danza e teatro, offrendo un programma ricco di eventi che uniscono tradizione e modernità.



