La notte del 27 Giugno 2026 a Cannigione è stata segnata da un episodio violento che ha avuto luogo poco prima delle 4 del mattino. Secondo le ricostruzioni iniziali, una discussione nata all’interno di un bar è proseguita all’esterno, fino a sfociare in una colluttazione durante la quale sono stati esplosi due colpi di pistola. La persona colpita alle gambe, un giovane di origine marocchina, è stata soccorsa e trasportata in ospedale.
La dinamica della lite e gli spari
Da quanto emerso, la tensione sarebbe iniziata tra un cittadino di origine marocchina e un uomo di Tempio Pausania, identificato come tempiese presente sul posto insieme al figlio. La disputa, nata all’interno del locale, è poi proseguita all’esterno dove il giovane straniero avrebbe aggredito il ragazzo tempiese. A quel punto il padre di quest’ultimo sarebbe intervenuto per difendere il figlio: durante una violenta colluttazione, secondo la sua versione, l’arma impugnata dall’uomo ha esploso due colpi.
Le ferite e i soccorsi
I proiettili hanno raggiunto il giovane alle gambe e il pronto intervento del personale medico del 118 ha permesso il trasporto immediato all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Le condizioni del ferito non sono state valutate come gravi, tuttavia è stato trattenuto in ricovero per le cure necessarie e per gli accertamenti del caso. In casi di trauma da arma da fuoco è prassi monitorare l’evoluzione clinica anche se le ferite non appaiono mortali.
Indagini e sviluppi giudiziari
Le indagini sono affidate ai carabinieri del reparto territoriale di Olbia che stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. Nel pomeriggio del medesimo giorno, l’uomo che ha sparato si è presentato spontaneamente in caserma, accompagnato dal proprio avvocato, per rendere la propria versione. Per ora, nei suoi confronti è scattata una denuncia per tentato omicidio.
Le attività investigative si concentrano su elementi concreti: il luogo dell’evento, la testimonianza del figlio presente al momento dello scontro, la versione del padre che ha dichiarato che i colpi sono partiti durante la colluttazione e i filmati di videosorveglianza che potrebbero documentare esattamente movimenti, distanze e sequenze temporali. Tali riscontri saranno fondamentali per determinare eventuali responsabilità penali e ricostruire la dinamica completa dell’accaduto.
Elementi chiave raccolti dagli investigatori
Tra i punti su cui i carabinieri stanno concentrando l’attenzione vi sono l’arma utilizzata, il numero effettivo di spari confermato come due i ruoli delle persone coinvolte e il contesto che ha preceduto la lite all’interno del locale. Ogni dichiarazione raccolta e ogni filmato visionato saranno messi a confronto per verificare la coerenza dei racconti e la corrispondenza con i rilievi fisici effettuati sul posto.
La presenza di testimoni oculari e di immagini video rappresenta un elemento probatorio rilevante: le registrazioni di telecamere pubbliche o private possono infatti chiarire la posizione delle parti, l’eventuale sequenza di aggressione e la dinamica degli spari. Parallelamente, verranno valutati gli elementi clinici relativi al ferito per stabilire l’entità delle lesioni e il nesso causale con gli eventi descritti.
Stato attuale e procedure in corso
Al momento rimangono confermati i fatti principali: un litigio iniziato in un bar di Cannigione, la degenerazione all’esterno con una colluttazione, i due colpi esplosi che hanno colpito il giovane alle gambe, il suo ricovero all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e la denuncia per tentato omicidio a carico del tempiese che ha riferito di aver sparato accidentalmente durante la colluttazione. Le indagini proseguono sotto la direzione dei carabinieri del reparto territoriale di Olbia per chiarire ogni aspetto della vicenda e definire responsabilità penali.
La cittadinanza e i frequentatori della zona hanno assistito agli esiti dell’intervento delle forze dell’ordine nella notte e nelle ore successive, mentre le autorità competenti continuano ad acquisire elementi utili a ricostruire l’accaduto con precisione.



