Il Mondiale 2026, con la finale Spagna-Argentina all’orizzonte, è stato definito il peggiore della storia. Non solo per i risultati sul campo, ma per le controversie che lo hanno accompagnato. Dall’intervento di Donald Trump nella squalifica di Balogum alla gestione di Gianni Infantino, il calcio ha mostrato un volto sempre più legato al business e alla politica.
L’intervento di Trump e il ruolo di Infantino
La telefonata di Trump per rimuovere la squalifica di Balogum prima della partita Usa-Belgio è stato uno dei momenti più controversi del torneo. Questo episodio ha messo in luce l’influenza politica sul calcio e la subalternità di Infantino. Il presidente della Fifa ha mostrato un atteggiamento di vassallaggio che ha sollevato molte critiche.
I prezzi esorbitanti e l’accessibilità
I prezzi dei biglietti e dei trasporti hanno reso il Mondiale 2026 un evento inaccessibile per molti. Secondo i resoconti, i biglietti per la finale sono stati venduti a prezzi folli, e persino i treni hanno visto aumenti fino all’800%. La mobilità è diventata un problema per chi non può permettersi di spendere migliaia di euro per raggiungere lo stadio. Anche la conferenza stampa a pagamento delle rappresentanze di Spagna e Argentina è stata una mossa controversa di Infantino.
Il calcio tra business e politica
Il calcio, un tempo sport del popolo, sta diventando sempre più un gingillo dei ricchi. La presenza di Vip come Tom Cruise e Mick Jagger negli stadi è un segno di questo cambiamento. La Fifa e l’Uefa sembrano preferire questa trasformazione, che allontana la massa e avvicina i grandi nomi dello spettacolo.
La questione iraniana e le Falkland
La gestione della questione iraniana è stata un altro punto critico. L’Iran non è stato escluso dal torneo, ma è stato messo in condizioni di tornare presto a casa. La partita contro gli Stati Uniti ha risolto il problema. Anche la questione delle Falkland è stata oggetto di polemiche, con gli Stati Uniti che hanno difeso gli argentini per lo striscione esposto dopo la partita contro l’Inghilterra.
L’arbitraggio e il futuro del calcio
La partita Francia-Paraguay ha mostrato i limiti dell’arbitraggio. La Fifa ha inviato arbitri di scarsa esperienza internazionale, danneggiando la regolarità delle gare. Si parla ora di un allargamento a 64 squadre per il Mondiale 2030, organizzato da Spagna, Portogallo e Marocco. Questo potrebbe portare a una manifestazione di sei/sette settimane, con l’obiettivo di aumentare i voti per Infantino alle elezioni del 2027.
Il Mondiale 2026 ha mostrato un calcio sempre più lontano dai suoi valori originari. Tra polemiche, business sfrenato e influenze politiche, lo sport più amato del mondo sta cambiando volto. Resta da vedere come evolverà in futuro.



