La situazione della sanità pubblica nella provincia di Oristano è al centro di una vivace polemica. L’Associazione ex esposti amianto della Sardegna, guidata dal presidente Giampaolo Lilliu, ha sollevato una serie di criticità che mettono in discussione l’efficienza del sistema sanitario locale. Le denunce riguardano principalmente le liste d’attesa e la mancanza di medici di base problemi che affliggono da tempo i cittadini oristanesi.
Le denunce dell’Associazione ex esposti amianto
L’Associazione, che dal 1994 monitora la salute degli ex esposti all’amianto, ha deciso di intervenire pubblicamente per denunciare una situazione che definisce inaccettabile. “Noi ex esposti, dal 1994 sorvegliati sanitari, siamo purtroppo costretti a denunciare che la situazione attuale della sanità pubblica territoriale non garantisce un sistema di prevenzione sanitaria ai cittadini”, afferma Lilliu nella sua nota.
Secondo l’Associazione, le dichiarazioni ufficiali che descrivono la sanità oristanese come efficiente e priva di criticità sono fuorvianti. “Ancora una volta leggiamo che la sanità non ha criticità e che riesce a garantire il diritto alle cure alle persone”, continua Lilliu. “Questo sembrerebbe scaturire dalla riunione del Comitato di Distretto socio-sanitario di Oristano, alla presenza della Direzione generale e dei vertici della Asl 5 e delle amministrazioni comunali del territorio.”
I problemi strutturali del sistema sanitario
Tra le principali criticità evidenziate dall’Associazione ci sono la mancanza di medici di base e l’inefficienza dei servizi di assistenza medica. “Ancora oggi circa 5.000 cittadini oristanesi sono senza medico di base”, denuncia Lilliu. Inoltre, l’organizzazione degli Ascot, un servizio di assistenza territoriale, è descritta come “un esempio di un servizio in piena emergenza, incapace di garantire a tutti l’assistenza medica”.
Le case e gli ospedali di comunità, presentati dalla Direzione della Asl come una soluzione alla carenza di sanità territoriale, sono criticati per la mancanza di medici e per la loro incapacità di rispondere ai bisogni sanitari dei cittadini. “Queste strutture presentano tanti problemi, iniziando dalla mancanza dei medici, e non rispondono ai vecchi e nuovi bisogni sanitari dei cittadini, che sono costretti ad affollare i Pronto soccorso e gli ospedali”, afferma Lilliu.
Le richieste urgenti dell’Associazione
L’Associazione ha rivolto una serie di richieste urgenti alla Direzione dell’Asl 5 per affrontare le criticità del sistema sanitario. “Chiediamo alla Direzione dell’Asl come intende intervenire per trovare soluzioni per limitare il problema delle liste d’attesa”, si legge nella nota. “Dato che per le visite specialistiche i cittadini si sentono dire dall’operatore del Cup che le agende sono chiuse.”
Un altro problema grave è quello delle visite cancellate dopo mesi di attesa. “Chiediamo cosa si intende fare per eliminare il fenomeno delle visite, che, dopo una lista d’attesa di circa 7 mesi, vengono cancellate senza ricevere ulteriore data di prenotazione”, continua la nota. “Chiediamo alla Direzione generale dell’Asl come intende limitare o eliminare del tutto il fenomeno drammatico in aumento nel nostro territorio dei cittadini che rinunciano alle cure che la sanità pubblica non garantisce e che per motivi economici non possono rivolgersi alla sanità privata.”
L’Associazione ha anche invitato le amministrazioni comunali del Distretto socio-sanitario di Oristano ad ascoltare i propri cittadini e a fare emergere le loro istanze nei momenti di confronto con la Direzione generale dell’Asl. “Siamo convinti che saranno più attenti e nei momenti di confronto con la Direzione generale dell’Asl faranno emergere le istanze dei propri concittadini”, conclude Lilliu.



