27 ottobre 2026 ☀ 18°

Sardegna, prenotazioni in crescita ma oltre 4 milioni fuori tempo

La Sardegna vede aumentare le prenotazioni e la quota di esami entro i tempi, ma permangono ritardi, una crescita delle rinunce e dati che richiedono interventi strutturali.

Sardegna, prenotazioni in crescita ma oltre 4 milioni fuori tempo

Negli ultimi rilevamenti sul sistema delle liste d’attesa emergono segnali contrastanti per la Sardegna. Tra gennaio e settembre 2026 i volumi di prenotazioni sono aumentati a livello nazionale e, nello specifico regionale, si osserva un miglioramento nella diagnostica strumentale, con la quota di esami prenotati entro i tempi massimi in crescita di 5,2 punti percentuali. Al tempo stesso, però, permangono criticità sulle prime visite e un tasso elevato di rinuncia alle cure.

Le cifre nazionali mostrano che le prenotazioni monitorate sono passate da 19,75 milioni nel 2025 a 21,81 milioni nel 2026; la quota di prenotazioni entro i tempi è salita di 1,7 punti percentuali sia per le prime visite sia per gli esami. Nonostante ciò, contabilizzando anche le prestazioni con tempi prossimi alla soglia di garanzia, risultano ancora 4.057.139 prenotazioni oltre il tempo massimo.

Andamento delle prime visite e dell’offerta in Sardegna

Nel confronto regionale la Sardegna registra per le prime visite un calo di 3,7 punti percentuali, risultato che interessa in modo specifico la classe D, ovvero le visite differibili. L’assessorato regionale segnala però un aumento dell’offerta: tra gennaio e settembre 2026 i primi appuntamenti sono passati da circa 150 mila a quasi 185 mila, un incremento di 23%. Nonostante questa crescita, la domanda continua a salire e la capacità di risposta rimane insufficiente per eliminare le attese più lunghe.

Distribuzione delle priorità per le prime visite

Un elemento che complica i confronti è la diversa attribuzione delle classi di priorità. In Sardegna la categoria P (prenotazioni entro 120 giorni) è assegnata nel 40,1% dei casi, superiore alla media nazionale del 34,9%. Questa variabilità influisce sulle percentuali aggregate di prestazioni rispettate entro i tempi e richiede attenzione nell’interpretazione dei dati.

Volumi nazionali, urgenze e quantità fuori tempo

A livello nazionale la crescita dei volumi spiega gran parte dell’aumento degli appuntamenti erogati entro i tempi: dei circa 2 milioni di prenotazioni in più entro la soglia, l’81,5% è legato all’aumento dei volumi complessivi e solo il 18,5% al miglioramento delle performance. Migliorano le prenotazioni urgenti e brevi, ma restano fuori soglia percentuali significative: per le prestazioni urgenti le prime visite entro 3 giorni passano dal 78,8% all’81,7%, mentre gli esami urgenti salgono dal 74,2% al 77,3%, lasciando comunque fuori soglia rispettivamente il 18,3% e il 22,7% delle prestazioni urgenti.

Nel complesso si conferma che disporre di più appuntamenti entro i tempi non equivale automaticamente a recuperare i ritardi accumulati: l’incremento dell’offerta spiega la maggior parte del risultato positivo, mentre la parte derivante da un effettivo miglioramento della performance rimane più limitata.

Rinunce, motivazioni e risposte regionali

Il fenomeno delle rinunce è rilevante: nel 2025 circa 200 mila persone in Sardegna hanno rinunciato a curarsi. Il trend nazionale di rinuncia, riportato nel report Bes 2026 dell’Istat, segnala che nel 2025 il 9,6% della popolazione (oltre 5,6 milioni di persone) ha rinunciato ad almeno una visita medica pur avendone bisogno. In Sardegna la quota di cittadini che hanno rinunciato almeno una volta è aumentata progressivamente dal 12,3% nel 2022 al 19,5% nel 2025, con scostamenti intermedi del 13,7% nel 2023 e del 17,2% nel 2024.

Le cause principali di rinuncia indicate sono le lunghe attese (6,5%) e i costi delle prestazioni (5,2%). Per contrastare le criticità la Regione ha varato il Piano regionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028 e stanziato 3 milioni di euro aggiuntivi per l’acquisto di prestazioni presso strutture private accreditate, con interventi mirati su cataratta, colonscopie e gastroscopie. Inoltre è attivo il monitoraggio mensile delle prestazioni per azienda sanitaria per individuare le criticità e verificare l’efficacia delle misure adottate.

L’assessora alla Salute, Alessandra Todde, ha ribadito l’impegno dell’assessorato a lavorare perché nessun cittadino sardo debba rinunciare alle cure per i tempi d’attesa e a rendere conto dei risultati in modo trasparente.

Infine, a livello regionale, sei regioni mostrano peggioramenti sia nelle prime visite sia negli esami (Calabria, Campania, Lazio, Molise, Sicilia e Toscana), mentre la Sardegna peggiora per le visite e la Provincia autonoma di Bolzano per gli esami; questo quadro sottolinea la necessità di analisi contestualizzate per ogni territorio.

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