La Sardegna ha affrontato una sfida significativa con la fine dei contratti dei medici gettonisti nei pronto soccorso, entrata in vigore il 30 giugno. A dieci giorni di distanza, la Regione Sardegna ha diffuso i primi dati che mostrano un sistema sanitario che ha mantenuto la propria capacità di risposta. Ma come sono stati gestiti i tempi di attesa e quali misure sono state adottate per garantire la continuità del servizio?
Tempi di attesa stabili e miglioramenti significativi
L’analisi dei tempi medi tra il triage e la presa in carico medica ha evidenziato che i casi più urgenti continuano a ricevere assistenza con tempi analoghi a quelli dello scorso anno. Il confronto tra i periodi 9 giugno – 6 luglio 2026 e 8 giugno – 5 luglio 2026 ha mostrato miglioramenti significativi per i pazienti con codici di minore gravità, soprattutto nelle strutture della Asl di Sassari e dell’Aou di Cagliari.
Dati positivi per le urgenze minori
Secondo i dati diffusi dall’amministrazione regionale, i tempi di attesa per le urgenze differibili e le urgenze minori sono migliorati. Questo risultato è stato attribuito al rafforzamento del personale sanitario, con l’assunzione di circa quaranta nuovi medici nel mese di giugno, destinati ai reparti di emergenza-urgenza.
Le misure adottate dalla Regione Sardegna
Per garantire la continuità del servizio e superare il modello dei gettonisti, la Regione ha adottato diverse misure strutturali. Tra queste, l’istituzione di un albo unico regionale riservato ai medici liberi professionisti e l’introduzione di una tariffa unica per le prestazioni aggiuntive. Questi strumenti mirano a ridurre il ricorso ai gettonisti e a valorizzare il personale sanitario.
L’albo unico regionale e la tariffa unica
L’albo unico regionale è aperto anche a specialisti e specializzandi, offrendo una soluzione strutturale per l’emergenza-urgenza. La tariffa unica regionale per le prestazioni aggiuntive di medici e infermieri del Servizio sanitario regionale è un altro passo importante verso una gestione più efficace delle risorse.
Il confronto politico
Nonostante i dati positivi, il confronto politico continua. I consiglieri regionali di Fratelli d’ItaliaFranco Mula e Cristina Usai avevano espresso forti preoccupazioni sulla tenuta del sistema sanitario, criticando la programmazione dell’amministrazione regionale. La presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde ha dichiarato: “Lo stop ai gettonisti era una sfida importante e questi primi dati ci dicono che il sistema sta reggendo. Significa che la strada intrapresa è quella giusta: continueremo a rafforzare il servizio pubblico, ad integrare con le prestazioni professionali attingendo dall’albo regionale e a monitorare costantemente la situazione per intervenire dove necessario.”
La Regione Sardegna sembra aver superato la prima fase della transizione senza ripercussioni significative sui tempi di attesa, grazie a un piano strutturato e al rafforzamento del personale sanitario. I prossimi mesi saranno cruciali per consolidare questi risultati e garantire un servizio sanitario efficiente e sostenibile.



