Le comunità del Sulcis hanno affrontato un vasto incendio il 17 luglio 2026 alla periferia di Domusnovas e nell’area di Carbonia, con abitazioni minacciate e la chiusura della Statale 126.
Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2026. L’evento ha richiesto l’impiego continuativo di mezzi aerei e squadre a terra in condizioni aggravate da un’ondata di calore con temperature record nella zona.
Pericoli per abitazioni e impianti a Domusnovas
Un incendio è divampato nella località Pilinga a ridosso della periferia nord di Domusnovas, mettendo in pericolo le abitazioni di via Zurigo e spingendo i residenti a segnalare scoppi provenienti da tralicci. In una prima fase il fronte si è avvicinato alle abitazioni e successivamente ha cambiato direzione avvicinandosi alla fabbrica della Rwm.
Per il contenimento sono stati impiegati due elicotteri della flotta regionale, un SuperPuma partito dalla base di Fenosu e due Canadair, oltre a squadre dei Vigili del Fuoco e a volontari sul terreno. Le operazioni hanno previsto lanci d’acqua ripetuti e attività di contenimento per evitare l’espansione verso altri insediamenti.
Chiusura e deviazioni sulla Statale 126 a Carbonia
Il rogo nella zona di Is Serafinis è arrivato a ridosso della Statale 126, che è stata chiusa nel tratto compreso tra il chilometro 20 e il chilometro 26 tra Gonnesa e Carbonia. Il traffico è stato deviato su percorsi alternativi e la strada è stata riaperta solo dopo ore di interventi coordinati.
A Carbonia sono intervenuti inizialmente tre elicotteri e successivamente un elicottero dell’ Esercito ha proseguito i lanci d’acqua. Anas, Vigili del Fuoco e le Forze dell’ordine hanno presidiato la viabilità per garantire la sicurezza e agevolare le operazioni di spegnimento.
Quattro fronti attivi e coordinamento delle operazioni
Le squadre hanno operato su quattro fronti attivi nel territorio di Carbonia: Medau Is Fonnesus, Campu Frassolis, Corongiu e Is Pireddas, coordinati dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento della stazione forestale locale. Il Corpo forestale, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia Locale hanno collaborato nella gestione dell’emergenza, con il Centro Operativo Comunale attivato per supportare la popolazione.
Il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, ha ringraziato chi ha operato sul campo: “La giornata di oggi è stata particolarmente difficile per il nostro territorio comunale”; “Fortunatamente, il peggio è ormai passato e le operazioni sono proseguite con le necessarie attività di bonifica.”; “Desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che hanno operato senza sosta e con grande professionalità.”
Contesto climatico, operazioni di bonifica e indagini
La Sardegna ha registrato temperature record che hanno favorito la propagazione dei roghi: nella zona di Carbonia il termometro ha toccato circa 43 gradi, nella piana di Siliqua 43,5 gradi e a Iglesias 42 gradi, condizioni che la Protezione Civile ha segnalato come favorevoli all’innesco di incendi. L’allerta per il pericolo incendi è rimasta elevata.
Le operazioni di spegnimento hanno visto l’impiego congiunto di mezzi aerei (SuperPuma, elicotteri dalle basi operative di Pula e Villasalto, Canadair) e squadre a terra impegnate anche nelle attività di bonifica dei fronti attivi. Le indagini sulle cause verranno avviate una volta completate le operazioni di bonifica e verificheranno gli elementi segnalati dai residenti, inclusi gli scoppi riferiti vicino ai tralicci.



