Un incontro convocato a Cagliari dall’assessora all’ambiente Rosanna Laconi con i sindaci, la Protezione civile il Corpo forestale i Vigili del fuoco Forestas e il volontariato ha fatto il punto sull’avvio della campagna antincendi. Dal tavolo sono emerse sia dati allarmanti sugli incendi che contestazioni puntuali sullo stato dell’organizzazione regionale di contrasto.
I rappresentanti sindacali di Safor CislUil Cfva e Fesal Cfva hanno rimarcato la centralità del Corpo forestale nel presidio del territorio e della tutela ambientale, ma hanno anche evidenziato che le difficoltà operative restano significative e richiedono risposte politiche immediate.
Dati sugli incendi e difficoltà operative affrontate dal sistema regionale
La stagione si è rivelata fin da subito impegnativa: sono stati registrati 903 roghi dall’inizio dell’anno, con una concentrazione particolarmente alta a giugno, quando si sono verificati 670 incendi e altri 33 roghi nei primi giorni di luglio. Numeri che hanno messo sotto pressione il coordinamento regionale nonostante l’introduzione di nuovi mezzi e di un’organizzazione dei monitoraggi più rapida. L’assessora Laconi ha ammesso la necessità di potenziare la dotazione di mezzi terrestri e di rafforzare gli operatori a terra riconoscendo margini di miglioramento nella capacità d’intervento.
Problemi logisitici e infrastrutturali segnalati
I sindacati hanno elencato criticità concrete: mezzi insufficienti o datati dotazioni tecnologiche inadeguate per le attività di monitoraggio, sedi sul territorio che richiedono interventi di manutenzione e carenze logistiche che impattano sulla prontezza operativa e sulla sicurezza del personale. Queste condizioni, secondo le organizzazioni, incidono direttamente sulla qualità del servizio rivolto ai cittadini e sulla tutela del patrimonio naturale.
Richieste sindacali, concorsi e responsabilità politiche
Le sigle rivolgono critiche chiare all’indirizzo della Giunta regionale, sottolineando che la responsabilità politica delle scelte sul Cfva ricade su chi esercita le funzioni di indirizzo. In particolare viene chiamata in causa la presidente della Regione, ritenuta dai sindacati poco incisiva nella gestione della crisi organica e delle risorse. I rappresentanti hanno detto di attendersi non solo annunci, ma scelte strutturali e investimenti che vadano oltre i tradizionali strumenti di reclutamento.
Esito del concorso e prospettive sul reclutamento
Sul fronte reclutamento, il concorso per agenti forestali in corso non soddisfa le esigenze dichiarate: dopo la prova scritta risultano ancora in corsa meno di 500 candidati mentre il fabbisogno stimato è di almeno 600 idonei. I sindacati chiedono alla Regione di valutare ogni possibile intervento sulle fasi selettive residue, tutelando il principio di trasparenza e meritocrazia e di adottare misure che consentano di valorizzare il maggior numero di idonei compatibilmente con le procedure.
Accanto al tema dei nuovi ingressi, restano aperte altre vertenze: la questione pensionistica per il personale, le risorse per le progressioni professionali, le retribuzioni e la qualità dei servizi mensa sono state indicate come problemi non ancora adeguatamente affrontati dall’azione amministrativa.
Appello a verifiche sul territorio e riconoscimento istituzionale
I sindacati hanno altresì sollecitato la commissione regionale, i vertici e i consiglieri affinché compiano visite dirette nei reparti sul territorio per constatare la realtà operativa. L’obiettivo è mostrare senza filtri le condizioni di lavoro e le carenze logistiche per cui il Corpo chiede non privilegi, ma strumenti per svolgere il servizio che i cittadini si aspettano: organici adeguati mezzi moderni e strutture funzionanti. Viene anche richiesto un riconoscimento formale del ruolo strategico del Cfva all’interno del sistema di Protezione civile regionale.
La nota sindacale si chiude con un richiamo alla responsabilità politica: i lavoratori del Corpo forestale garantiscono quotidianamente la tutela dell’ambiente e la lotta agli incendi boschivi, ma non possono più basare la propria efficacia esclusivamente sul senso del dovere individuale. I rappresentanti ribadiscono che servono scelte concrete e investimenti mirati per rendere il Corpo forestale della Sardegna più forte, moderno ed efficiente.



