Il castello dei Doria a Castelsardo si prepara a illuminarsi di rosso nella serata dell’11 settembre, in memoria di Cinzia Pinna, la giovane 33enne vittima di un femminicidio nella notte tra l’11 e il 12 settembre dello scorso anno. Questo gesto simbolico, organizzato dall’amministrazione comunale, rappresenta un segno tangibile di vicinanza e solidarietà verso la famiglia della vittima e l’intera comunità.
Un anno di dolore e ricordi
La decisione di illuminare il castello è stata presa per non dimenticare la tragica scomparsa di Cinzia Pinna e per ribadire l’impegno contro la violenza di genere. Le luci rosse, che resteranno accese fino all’alba del 12 settembre, sono un omaggio alla giovane donna e un monito contro ogni forma di violenza. “È un piccolo gesto in memoria della giovane 33enne che nella notte tra l’11 e il 12 settembre dello scorso anno è stata strappata alla vita e ai suoi affetti”, hanno spiegato dal Comune di Castelsardo.
La lettera di Emanuele Ragnedda dal carcere di Bancali
Emanuele Ragnedda, reo confesso dell’omicidio di Cinzia Pinna, ha scritto una lettera dal carcere di Bancali a Sassari, dove è detenuto dal suo arresto. Nella missiva, affidata ai suoi legali Gabriele Satta e Luca Montella, Ragnedda ribadisce la sua versione dei fatti, sostenendo di essersi difeso da un’aggressione. “In questi mesi sono rimasto inerme davanti alla creazione di una narrativa basata su informazioni parziali, sommarie e spesso del tutto false”,
La difesa di Ragnedda e le circostanze del femminicidio
Ragnedda afferma di essersi trovato “nella peggiore delle condizioni umane, quella di dovermi difendere da una aggressione violenta, immotivata ed ingestibile”. Secondo la sua versione, la reazione è stata un “istinto di sopravvivenza” che ha portato a un esito tragico e involontario. Il corpo di Cinzia Pinna fu ritrovato nei pressi di un albero dentro la tenuta vitivinicola di Concaentosa, con tre colpi di pistola al volto.
Ragnedda ha confessato il crimine dopo dodici giorni di silenzio, un periodo che ha aggiunto ulteriore angoscia ai familiari della vittima. “Mi sono reso conto, a posteriori, che quei dodici giorni tra il fatto e la sua confessione hanno aggiunto ulteriore angoscia e dolore ai familiari di Cinzia e di questo oggi chiedo perdono”, ha scritto. Ora si prepara ad affrontare le fasi processuali con la speranza di dimostrare che la tragedia si sarebbe potuta evitare.
La comunità di Castelsardo, attraverso questo gesto simbolico, dimostra di non aver dimenticato Cinzia Pinna e di essere vicina alla sua famiglia in un momento così difficile. Le luci rosse del castello dei Doria saranno un faro di memoria e di speranza per un futuro libero dalla violenza.



