Nel primo pomeriggio un incendio è divampato tra le campagne di Viddalba, nella zona nota come Li Reni, minacciando alcune abitazioni e diverse aziende agricole della costa settentrionale della Sardegna. Sul posto è scattato un dispositivo di emergenza che ha dato priorità alla sicurezza delle persone e alla protezione delle attività produttive. In via precauzionale sono state inizialmente evacuate quattro abitazioni; successivamente, su disposizione del sindaco di Viddalba, l’evacuazione ha riguardato due case con quattro persone trasferite in sicurezza. Non sono stati registrati feriti.
Organizzazione dell’intervento e mezzi impiegati
Le operazioni sono state coordinate dalla Protezione civile regionale e hanno visto l’impiego congiunto del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco e dei barracelli locali. Sul campo sono intervenute squadre provenienti da più sedi — tra cui Tempio, Arzachena, Sassari, Nulvi e Castelsardo — con numerosi mezzi antincendio e unità di supporto. A integrazione dell’azione a terra sono stati richiesti e dispiegati mezzi aerei: un Canadair decollato dalla base di Ciampino e l’elicottero Drago 143 dei Vigili del fuoco hanno effettuato numerosi lanci per ridurre la progressione delle fiamme.
Personale e risorse coinvolte
All’opera, in totale, ci sono state unità di diverse realtà: gli uomini della forestale e di Forestas con mezzi logistici, squadre dei Vigili del fuoco con supporto aereo e i barracelli di Viddalba impegnati nelle attività di presidio. Le stime iniziali parlano di circa 45 operatori impegnati contemporaneamente, supportati da cinque o più mezzi terrestri dedicati alla protezione delle abitazioni. L’intervento congiunto ha seguito procedure operative standard per la gestione di incendi boschivi e per la tutela della popolazione.
Evoluzione del rogo e aree colpite
Il fronte di fuoco ha interessato macchia mediterranea e terreni agricoli con propagazione favorita dal vento caldo. Le prime valutazioni indicavano un’estensione dell’ordine di 10 ettari tra macchia e campi; nel corso delle operazioni, a seguito delle fasi di spegnimento e bonifica, la superficie percorsa dalle fiamme è stata rivalutata attestandosi attorno ai 20 ettari. I mezzi aerei hanno contribuito a contenere i punti più critici e a creare corridoi sicuri per le squadre a terra.
Bonifica e contenimento
Dopo diverse ore di lavoro intensivo e numerosi lanci dall’alto, le squadre sono riuscite a circoscrivere il fronte principale e a iniziare le operazioni di bonifica per evitare riprese del fuoco. L’attività di bonifica comprende la verifica del perimetro, la ricerca di focolai residui e l’irrorazione mirata in punti ancora caldi; queste azioni sono fondamentali per stabilizzare la situazione e permettere il ritorno in sicurezza dei residenti interessati dalle evacuazioni precauzionali.
Evacuazioni, rischio e ricadute per la comunità
Le misure preventive adottate hanno privilegiato la tutela delle persone e delle proprietà: le evacuazioni iniziali hanno interessato quattro abitazioni, con successiva riduzione a due case e il trasferimento in sicurezza di quattro persone. Il coinvolgimento del Canadair rappresenta anche il primo impiego della stagione per la flotta nazionale in Sardegna, un fattore che evidenzia il livello di allerta e la necessità di reazioni rapide in presenza di vento e temperature elevate. Le autorità locali monitorano il ritorno alla normalità e valutano eventuali danni alle attività agricole.
La Protezione civile ha ribadito l’importanza del rispetto delle ordinanze e delle indicazioni operative fino a quando le squadre non daranno il via libera definitivo: il piano di massima pericolosità scatterà dal 1 giugno, ma condizioni meteorologiche avverse possono già determinare focolai e richiedere interventi d’emergenza. Per ora la priorità rimane la completa bonifica dell’area di Li Reni, la tutela delle famiglie coinvolte e la verifica dei danni subiti dalle aziende agricole presenti lungo la costa settentrionale.