La penisola del Sinis è ufficialmente entrata nella fase attuativa del programma strategico che mette in rete siti archeologici, infrastrutture e formazione. A Cabras, nel nuovo infopoint dell’area archeologica di Tharros, è stata presentata la convenzione che avvia l’Investimento territoriale integrato (ITI) Sistema integrato del Sinis – Grande Progetto Mont’e Pramasostenuto con un finanziamento complessivo di 26.450.000 euro. Parallelamente, il sindaco di Cabras, Andrea Abisha annunciato l’imminente partenza dei lavori per la nuova ciclabile che collegherà il Museo Civico Giovanni Marongiu a San Giovanni di Sinis.
Dettagli finanziari e attori istituzionali coinvolti
La dotazione complessiva dell’iniziativa è di 26.450.000 eurodi cui 20.850.000 euro provengono dal Programma Regionale Sardegna FESR 2026- e 5.600.000 euro da risorse regionali. La fase attuativa è stata avviata con una convenzione sottoscritta tra la Regione Autonoma della Sardegnatramite il Centro Regionale di Programmazionee la Fondazione Mont’e Pramadesignata come soggetto attuatore. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale Giuseppe Meloniil presidente della Fondazione Anthony Muroni e il sindaco Andrea Abische hanno illustrato scopi e ambiti di intervento.
Quadro strategico e obiettivi dell’ITI
L’ITI punta a consolidare il ruolo del Sinis come polo culturale e archeologico di rilievo, collegando patrimonio, paesaggio, ricerca e formazione. Le azioni si sviluppano su quattro assi strategici: infrastrutturericercacomunicazione e animazione territoriale e governance e capitale umano. Tra gli obiettivi dichiarati figurano la maggiore accessibilità dei siti, l’uso di nuove tecnologie per la valorizzazione e la promozione internazionale del complesso dei Giganti di Mont’e Prama.
Interventi sui luoghi e risultati di attrazione registrati
Le risorse andranno in larga parte al potenziamento delle infrastrutture del sistema Mont’e Prama, con interventi rivolti in particolare al Museo Civico Giovanni Marongiuall’area archeologica di Mont’e Pramaall’area archeologica di Tharrosall’ipogeo di San Salvatore e alla torre spagnola di San Giovanni di Sinis. I numeri dimostrano la crescita dell’attrattività: i visitatori complessivi dei siti gestiti dalla Fondazione sono passati da 73.840 nel 2026 a 177.230 nel 2026, dato che supporta la strategia di investimento.
Dichiarazioni ufficiali e considerazioni sulla sostenibilità
L’assessore Meloni ha sottolineato che l’ITI valorizza un contesto «tra i più significativi della Sardegna per patrimonio culturale, archeologico e ambientale», mentre il presidente Muroni ha definito l’operazione «un passaggio di straordinaria importanza» per assicurare continuità al percorso di valorizzazione dei Giganti. Il piano attribuisce particolare rilevanza alla sostenibilitàcon interventi orientati all’efficientamento energetico, alla gestione sostenibile dei siti e a un’esperienza di visita più inclusiva e innovativa.
Avvio dei lavori della ciclabile Cabras–San Giovanni di Sinis
La nuova pista ciclabile che collegherà il centro di Cabras a San Giovanni di Sinis è finanziata con risorse legate al PNRR. Dopo un periodo di ritardi dovuti alla complessità delle procedure espropriative — che hanno coinvolto circa 750 ditte catastali — il sindaco Abis ha annunciato: «Nei prossimi giorni dovrebbero partire i lavori per la nuova ciclabile». Abis ha aggiunto con decisione: «L’opera si farà», e ha ribadito che «Dal mio punto di vista non può esserci il rischio di perdere le risorse».
Inquadramento nella rete ciclabile regionale e tempistiche
La Cabras–San Giovanni di Sinis rientra nella più ampia ciclovia della Sardegnauna rete regionale lunga 1.147 chilometri che collega città, paesi e i principali luoghi simbolo dell’isola. Sui tracciati che interessano la provincia di Oristano sono previste quattro tratte principali: Barumini–TerralbaTerralba–OristanoOristano–Cabras–Tharros e Tharros–Bosacon i lavori affidati all’ente di trasporto regionale ARST. Le opere finanziate dal PNRR dovrebbero essere completate entro il termine indicato dalle risorse, ossia entro il 30 giugno, salvo eventuali proroghe ufficiali.
Sul piano operativo il sindaco ha precisato che si cercherà di avviare i cantieri riducendo al minimo l’impatto sul traffico, ma ha respinto l’idea che questo sia un momento non opportuno per iniziare: «Qualcuno potrebbe dire che questo non è il periodo adatto per far partire i lavori; io invece dico che il periodo di iniziare le cose è sempre quello adatto, perché è quello necessario. Si partirà e si cercherà di rendere l’operazione la meno impattante possibile».
La Regione e la Fondazione Mont’e Prama proseguiranno il monitoraggio dell’attuazione dell’ITI per garantire che le risorse — frutto della programmazione 2026-— si traducano in risultati duraturi per la comunità del Sinis e per l’intera Sardegna.



