Un caso di dermatite nodulare contagiosa è stato confermato in un allevamento di Samugheo, provincia di Oristano. L’animale malato era l’unico dei nove presenti nell’azienda a non essere stato vaccinato, e la positività è stata accertata dopo i prelievi effettuati dai veterinari dell’ASL 5 Oristano e la successiva conferma dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna. In relazione all’accertamento sono state attivate le misure previste dalla normativa europea per il contenimento della malattia.
Le autorità regionali hanno disposto l’istituzione di una zona di protezione e sorveglianza con raggio di 50 chilometri attorno all’allevamento coinvolto e la sospensione della movimentazione dei bovini. Nei prossimi giorni tutti e nove capi presenti nella stalla saranno abbattuti come previsto dalle procedure di controllo sanitario.
Il quadro epidemiologico in Sardegna e i numeri dell’anno
La conferma del caso di Samugheo rappresenta il primo episodio del 2026 nella provincia di Oristano e il decimo focolaio complessivo segnalato sull’isola dall’inizio dell’anno. Dati ufficiali relativi al 2026 indicano che complessivamente 345 capi sono stati interessati da misure sanitarie: di questi, 36 animali sono risultati positivi e 290 capi sono stati abbattuti nell’ambito delle operazioni di contenimento e prevenzione. I precedenti focolai riguardavano principalmente il sud dell’isola, con episodi segnalati nel Sarrabus e nei comuni di MuraveraSan Vito e Villaputzu mentre nel 2026 i due casi in provincia erano stati registrati a Cuglieri e Paulilatino.
Focolai attivi e situazione temporale
Dei focolai individuati nell’isola, sette erano stati dichiarati estinti, mentre restano ancora attivi quelli di San Vito ed Escalaplano emersi rispettivamente a maggio e giugno. L’emergere del caso a Samugheo amplia l’area interessata e rafforza l’importanza delle misure di sorveglianza locale e provinciale, coordinate dall’ASL 5 Oristano e in collaborazione con la Regione Sardegna.
La campagna vaccinale promossa dal Servizio di Sanità Animale della ASL 5 Oristano è in corso e prevista per concludersi in autunno. Finora è stato vaccinato circa il 60% del patrimonio bovino provinciale, su un totale stimato di 60.000 capi. L’anno precedente la copertura aveva raggiunto il 99% con un numero di casi molto limitato. Il direttore del Servizio di Sanità Animale, Enrico Vacca ha ribadito l’urgenza dell’immunizzazione: “Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo facciano al più presto.“
Vacca ha sottolineato che “Il vaccino rimane l’unica arma per evitare che il virus della dermatite nodulare contagiosa arrivi nelle vostre aziende.” Ha inoltre incoraggiato la vaccinazione tempestiva, consigliando di completarla preferibilmente entro il mese di agosto per raggiungere una copertura tale da impedire l’ingresso e la diffusione del virus negli allevamenti. A supporto di queste indicazioni è stato chiarito che “Non bisogna avere paura del vaccino” e che gli eventuali effetti collaterali rientrano nella norma.
Indicazioni operative sulla biosicurezza
Accanto alla vaccinazione, il direttore del Servizio Veterinario di Igiene degli Allevamenti, Giuseppe Sedda ha richiamato l’attenzione su pratiche di biosicurezza fondamentali: pulizia e disinfezione di stalle, concimaie e letamai, trattamenti contro gli insetti vettori con insetticidi larvicidi e adulticidi, e sanificazione di mezzi che trasportano animali, mangimi o latte. Sedda ha inoltre raccomandato di limitare l’ingresso di visitatori e di disinfettare attrezzi e indumenti da lavoro per ridurre il rischio di trasmissione.
Il Servizio di Sanità Animale della ASL 5 Oristano ha predisposto una scheda informativa scaricabile dal sito istituzionale per aiutare gli allevatori a riconoscere i sintomi e a segnalare tempestivamente eventuali sospetti. Per ulteriori informazioni o per comunicare casi sospetti sono disponibili i contatti del servizio veterinario nelle diverse sedi provinciali.
La misura di abbattimento dei nove capi dell’allevamento coinvolto e la sospensione delle movimentazioni nell’area di protezione sono operative per contenere l’episodio e ridurre il rischio di diffusione. Le autorità sanitarie regionali continueranno a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti sulle attività di controllo e sulle procedure di vaccinazione e biosicurezza.



