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Blitz della Polizia: fermato piano criminale per rapina a furgone portavalori

Un gruppo criminale organizzato ha pianificato un assalto a un furgone portavalori carico di lingotti d'oro e d'argento in Sardegna. La Polizia di Stato ha sventato il piano con un blitz all'alba.

Blitz della Polizia: fermato piano criminale per rapina a furgone portavalori

All’alba del 25 luglio 2026, la Polizia di Stato ha sventato un audace piano criminale in Sardegna. Un gruppo organizzato aveva pianificato un assalto a un furgone portavalori carico di almeno 30 chilogrammi di lingotti d’oro e d’argento. L’operazione, coordinata dal Servizio Centrale Operativo insieme alle Squadre Mobili di Cagliari, Sassari e Nuoro, ha visto l’impiego di oltre 130 agenti.

La pianificazione del colpo

Il piano criminale era stato organizzato nei minimi dettagli. La mente strategica dell’operazione operava nel Cagliaritano, con riunioni operative tenutesi a San Gavino Monreale. Qui, un operaio specializzato dello stabilimento, definito un basista fedifrago aveva fornito informazioni riservate cruciali. Le foto scattate dall’operaio includevano dettagli sui furgoni, impianti di sicurezza, ingressi e punti ciechi della struttura.

Il ruolo del basista

Il contributo del basista era stato fondamentale per la pianificazione del colpo. Le informazioni fornite avevano permesso agli organizzatori di valutare non solo l’assalto al furgone, ma anche un attacco diretto al caveau principale. Questo era protetto da guardie giurate, armi pesanti ed esplosivo. La banda aveva persino considerato l’uso di mezzi pesanti e esplosivi per neutralizzare le difese del caveau.

La logistica dell’operazione

Per reclutare la manovalanza pesante, il cosiddetto “gruppo di fuoco” gli organizzatori avevano cercato garanzie tra soggetti di elevata caratura criminale gravitanti nei territori di Desulo, Villanovatulo, Arzana e Fonni. Qui si erano tenute le riunioni decisive, intercettate passo dopo passo dalle cimici della Polizia. Le montagne del Nuorese e la Barbagia erano state scelte per definire la potenza di fuoco, mentre la logistica prendeva forma nel centro isolano.

I mezzi rubati per l’attacco, inizialmente nascosti nella zona industriale di Isili, erano stati scortati fino a Busachi. Il commando si stava posizionando per intercettare il furgone blindato lungo la S.S. 131, nella direttrice verso Olbia. Microspie, chat blindate, pedinamenti e rilievi fotografici avevano però bruciato sul tempo la banda proprio mentre l’azione stava per entrare nella fase esecutiva.

L’intervento della Polizia

L’intervento d’urgenza degli inquirenti ha evitato una carneficina stradale che avrebbe messo a repentaglio la vita degli agenti di vigilanza e degli automobilisti di passaggio. Contestualmente agli arresti, sono scattate perquisizioni a tappeto tra la Barbagia e la provincia di Cagliari alla ricerca di armi ed esplosivi. Gli 11 indagati sono finiti direttamente in cella a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione, complessa e articolata, è stata resa nota dal procuratore della Repubblica di Cagliari Rodolfo Sabelli. Il coordinamento è stato affidato alla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, con il coinvolgimento delle Procure di Cagliari, Nuoro e Lanusei. Sono state eseguite undici misure cautelari, disposte dal G.I.P. del tribunale di Cagliari. Gli indagati sono stati trasferiti nelle rispettive Case Circondariali.

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