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Alghero approva l’acquisizione dell’ex Ostello di Fertilia: tra storia e polemiche

L'ex Ostello della Gioventù di Fertilia, simbolo della storia di Alghero, è stato acquisito dal Comune. Un passo importante per il futuro della città.

Alghero approva l’acquisizione dell’ex Ostello di Fertilia: tra storia e polemiche

Un pezzo di storia di Alghero è destinato a un nuovo futuro. L’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, situato in via Zara, è stato acquisito dal Comune dopo il via libera del Consiglio comunale. La decisione, attesa e ricca di significati, ha scatenato sia consensi che critiche.

La struttura, dichiarata di interesse culturale e storico artistico con decreto ministeriale 160/2018, rappresenta un frammento prezioso della storia di Alghero e della sua frazione di Fertilia. La sua nascita risale al 1939, quando Fertilia fu fondata all’interno del grande programma di bonifica attuato dal governo Mussolini in diverse zone sarde, tra cui la Nurra.

La storia dell’Ostello e il suo valore culturale

La fondazione di Fertilia prevedeva la costruzione di alloggi, uffici e servizi per gli abitanti della bonifica. Il primo piano urbanistico, ideato nel 1935 dall’ingegnere Arturo Mitraglia e portato avanti dal gruppo romano 2PST, seguiva il modello delle città giardino. Tra le strutture create vi era anche un mulino, terminato nel 1942, che in seguito fu destinato a ostello della gioventù.

Dal 1947, Fertilia accolse i profughi dalmati e istriani dopo l’annessione dei loro territori alla Jugoslavia. L’Ostello divenne un punto di riferimento per la comunità, e oggi rappresenta un bene di grande valore storico, architettonico e identitario.

Il progetto di social housing e le polemiche

Il sindaco di Alghero, Raimondo Caciotto, ha confermato che l’acquisizione dell’ex Ostello potrebbe consentire di sperimentare una nuova strada attraverso un progetto di social housing rivolto a quella domanda abitativa che oggi fatica a trovare risposte nel mercato ordinario.

La maggioranza in Consiglio ha sottolineato l’importanza della scelta, evidenziando che un bene di grande valore resta pubblico e potrà essere recuperato e restituito alla comunità. L’obiettivo è destinarlo a finalità abitative e sociali, inserendolo nel più ampio progetto di housing pubblico previsto anche nel nuovo Piano Urbanistico Comunale.

Tuttavia, la decisione ha suscitato critiche da parte dei gruppi di minoranza. Fratelli d’Italia ha definito l’operazione una spesa di 260mila euro per l’acquisizione di un immobile vincolato dal Ministero della cultura, senza un’istruttoria completa. Secondo la minoranza, mancavano e mancano tuttora elementi essenziali come una perizia di congruità sul valore dell’immobile, una relazione della commissione comunale incaricata del sopralluogo e una valutazione dei costi di rifunzionalizzazione.

Le dichiarazioni dei consiglieri

Il consigliere della Lega, Michele Pais, ha dichiarato: «Il Comune spende oltre 250 mila euro per acquistare un immobile che potrebbe ottenere per un euro». Una critica che riflette le preoccupazioni riguardo alla sostenibilità economica dell’operazione.

Dall’altra parte, il consigliere Colledanchise ha sottolineato che il Consiglio comunale ha approvato un emendamento che indirizza l’acquisizione dell’ex Ostello verso un progetto di housing sociale, rafforzando la finalità pubblica dell’operazione.

La vicenda dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia rappresenta un esempio delle sfide che le amministrazioni locali devono affrontare nel bilanciare la conservazione del patrimonio storico con le esigenze abitative e sociali delle comunità. Un dibattito che continua a dividere, ma che riflette l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio culturale per le generazioni future.

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