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Addizionale comunale su diritti d’imbarco: le novità per gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero

La Regione Sardegna ha approvato l’abolizione della tassa di 6,50 euro per i passeggeri in partenza dagli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero durante la bassa stagione. Una misura sperimentale che punta a sostenere il turismo e i vettori low cost.

Addizionale comunale su diritti d’imbarco: le novità per gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero

La Regione Sardegna ha approvato una misura che promette di rivoluzionare il settore dei trasporti aerei nell’isola. A partire dal 1 e per i successivi tre anni, la tassa di 6,50 euro sui diritti d’imbarco sarà abolita durante la bassa stagione ossia nei mesi compresi tra novembre e marzo. La decisione, formalizzata attraverso un sub-emendamento presentato dalla Giunta regionale, è il risultato di un intenso dibattito politico che ha visto contrapporsi maggioranza e opposizione.

Una misura sperimentale per sostenere il turismo

L’obiettivo della Regione è chiaro: attrarre più turisti e sostenere i vettori low cost in particolare Ryanair che avevano posto l’abolizione della tassa come condizione per investire maggiormente nell’isola. La misura, che riguarda gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero è stata accolta con soddisfazione dall’opposizione, in particolare da Fausto Piga di Fratelli d’Italia che ha rivendicato la paternità politica dell’iniziativa.

Piga ha sottolineato come l’opposizione abbia fatto di questo tema un cavallo di battaglia portando avanti la richiesta di cancellazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. La misura, tuttavia, è stata approvata in chiave sperimentale e riguarda solo i periodi di bassa stagione. Per lo scalo di Alghero la Regione ha introdotto una tutela specifica, estendendo l’agevolazione anche ai mesi di aprile e maggio del 2027 e del 2028.

L’impatto finanziario e le reazioni politiche

La Regione si farà carico dell’intero onere finanziario, stanziando in totale 18,2 milioni di euro3,3 milioni per il 2026, 9,1 milioni per il 2027 e 5,8 milioni per il 2028. Inoltre, garantirà un ristoro di circa 500.000 euro annui ai Comuni sede di scalo. La misura è stata accolta con soddisfazione da Piga, che ha evidenziato il cambio di rotta dell’Aula: Oggi siamo riusciti a farvi capire che questa misura merita una sperimentazione e quindi è vostro intendimento attuarla tra novembre e marzo.

Tuttavia, non tutti sono d’accordo. L’assessore all’Urbanistica Francesco Spanedda ha proposto un emendamento orale per chiarire i dettagli della spesa, mentre il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca ha criticato l’operazione di fusione degli aeroporti sardi, definendola pregiudiziale per la valutazione della manovra finanziaria. Ticca ha sottolineato come la fusione preveda un soggetto unico della gestione dei tre aeroporti sardi con la componente pubblica in minoranza nel nuovo assetto societario.

Le critiche dell’opposizione e le prospettive future

L’opposizione ha espresso forti critiche alla misura, definendola scellerata e spericolata. Antonello Floris di Fratelli d’Italia ha parlato di sperpero di risorse pubbliche mentre Alessandro Sorgia ha evidenziato come la variazione di bilancio sia l’autopsia della credibilità politica della maggioranza. Sorgia ha criticato la mancanza di misure per garantire la continuità territoriale e il diritto alla mobilità dei sardi.

Nonostante le critiche, la misura è stata approvata e rappresenta un passo significativo per il settore dei trasporti in Sardegna. La sperimentazione, che durerà fino al 2028, sarà un banco di prova per valutare l’impatto di questa decisione sul turismo e sull’economia locale. La Regione Sardegna, nel frattempo, continua a monitorare la situazione e a valutare eventuali ulteriori interventi per sostenere il settore.

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