In un gesto che ha sorpreso il settore agricolo, Argea ha anticipato i pagamenti della Politica agricola comune (Pac) per l’anno 2026, erogando 85 milioni di euro a 27.300 aziende agricole della Sardegna. Questo anticipo, di due mesi e mezzo rispetto ai tempi soliti, è stato accolto con entusiasmo dal Centro studi agricoli (Csa) che ha definito l’evento eccezionale e un’importante accelerazione amministrativa.
Un cambiamento epocale per l’agricoltura sarda
Il presidente del Csa, Tore Piana ha espresso grande soddisfazione per questo cambiamento, sottolineando che si tratta di un evento senza precedenti. Questo cambio di passo dimostra che, quando c’è la volontà, è possibile mettere liquidità nelle aziende agricole molto prima rispetto al passato.
L’ammontare complessivo annuo dei contributi del Primo pilastro della Pac destinati all’agricoltura sarda è di circa 270 milioni di euro, mentre le risorse del Secondo pilastro attraverso CSR e PSR ammontano a circa 130 milioni di euro annui. Questo significa che il sistema agricolo regionale riceve un importo complessivo di 400 milioni di euro all’anno.
L’impatto sulla liquidità delle aziende agricole
Piana ha sottolineato che questo anticipo è fondamentale per le aziende agricole, che possono così affrontare con maggiore tranquillità l’acquisto di sementi, concimi, gasolio, mangimi e tutti gli altri costi di produzione, senza dover ricorrere a ulteriore credito bancario.
Il Csa auspica che questo nuovo metodo di lavoro possa essere mantenuto e ulteriormente migliorato, con l’obiettivo di arrivare a una vera e propria rivoluzione nei tempi di pagamento della Domanda Unica Pac. L’idea è di pagare agli agricoltori sardi, già ai primi di marzo, le risorse della Pac 2026, invece di arrivare, come avvenuto negli ultimi anni, fino al 30 giugno.
Il nuovo cronoprogramma nazionale dei pagamenti Pac
Il nuovo cronoprogramma nazionale dei pagamenti Pac prevede che gli organismi pagatori trasmettano i dati per il calcolo degli importi unitari entro il 15 settembre. Gli anticipi dei pagamenti diretti possono partire già dal 26 luglio, secondo le nuove regole sugli anticipi.
Il nuovo schema nazionale indica anticipo estivo-autunnale, saldi provvisori dal 1° dicembre, saldo principale entro fine gennaio e residui fino a maggio. Questo nuovo calendario ha un impatto diretto sulla liquidità aziendale, permettendo alle aziende di coprire le spese di semine, concimi e gasolio senza ricorrere a troppo credito di breve periodo.
La qualità dei dati trasmessi dagli organismi pagatori
Per il saldo Pac finale è decisiva la qualità dei dati trasmessi dagli organismi pagatori. Entro il 13 gennaio devono comunicare ulteriori informazioni sui beneficiari, che permettono ad Argea di aggiornare i calcoli e dare il via ai saldi dal 31 gennaio.
Se i dati su superfici, titoli o ecoschemi risultano incompleti o incoerenti, il pagamento può essere rinviato alle tranche successive, fino oltre il 20 maggio. Per questo, è fondamentale che le aziende agricole curino sin da subito il fascicolo aziendale, i registri colturali e la documentazione dei vincoli ambientali.
L’uso di un quaderno di campagna digitale aggiornato aiuta a dimostrare pratiche e superfici coltivate in caso di contestazioni, riducendo i ritardi nei pagamenti.



