In Sardegna, il panorama del commercio al dettaglio sta affrontando una crisi senza precedenti. Tra il 2019 e il 2025, il numero di imprese è diminuito da 26.555 a 22.510, con una contrazione del 15,2%. Questo calo ha portato alla perdita di 607 milioni di euro di ricchezza e di 2.743 posti di lavoro. Di fronte a questa situazione allarmante, Confesercenti Sardegna ha deciso di organizzare una mobilitazione per il 9 e 10 settembre, con l’obiettivo di sostenere una proposta di legge sulla rigenerazione urbana e il sostegno al commercio di prossimità.
I dati allarmanti del commercio al dettaglio in Sardegna
I numeri presentati da Confesercenti Sardegna sono preoccupanti. Gian Battista Piana, direttore dell’associazione, ha dichiarato: “Tra il 2019 e il 2025 le imprese registrate nel commercio al dettaglio nell’Isola sono passate da 26.555 a 22.510: 4.045 attività in meno, con una contrazione del 15,2%.” Questo calo è superiore alla media nazionale, che nello stesso periodo si è fermata al 13,4%. La riduzione delle imprese ha avuto un impatto significativo anche sull’occupazione, con una perdita di 2.743 addetti, circa il 5%.
Piana ha sottolineato che la riduzione delle attività commerciali fisiche ha effetti diretti sull’economia e sulla qualità della vita delle comunità. “Per 10 euro spesi nelle attività fisiche, circa 7 euro si radicano nei territori; per 10 euro spesi online, circa 7 euro si delocalizzano”, ha affermato. Questo fenomeno non riguarda solo la trasformazione delle modalità di acquisto, ma anche la capacità di trattenere la spesa sul territorio.
Il ruolo cruciale del commercio di prossimità
Roberto Bolognese, presidente di Confesercenti Sardegna, ha evidenziato l’importanza del commercio di prossimità come infrastruttura economica e sociale del territorio. “Un’attività commerciale significa occupazione diffusa, reddito d’impresa, immobili utilizzati, affitti, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali, sicurezza e presidio delle strade e dei centri abitati”, ha spiegato. In una regione come la Sardegna, caratterizzata da numerosi piccoli Comuni e territori a bassa densità abitativa, il commercio di prossimità è fondamentale per mantenere servizi accessibili e comunità vive.
Confesercenti Sardegna non mette in discussione il commercio online in quanto tale. “Rappresenta certamente un’opportunità, soprattutto quando viene integrato con l’attività delle imprese fisiche e diventa uno strumento attraverso il quale anche le piccole attività possono ampliare il proprio mercato”, ha detto Bolognese. Tuttavia, il problema sorge quando una quota crescente della spesa delle famiglie si sposta verso le grandi piattaforme marketplace, delocalizzando una parte significativa del valore generato dall’acquisto.
La proposta di una Zona economica speciale di prossimità
Per affrontare questa crisi, Confesercenti Sardegna ha proposto una Zona economica speciale di prossimità pensata per attività commerciali, artigianali e di servizio nei centri urbani e nei piccoli Comuni. Il pacchetto di interventi comprende agevolazioni fiscali, contributi per ristrutturazioni, sicurezza, accessibilità ed efficientamento energetico, sostegno agli affitti e incentivi per riportare sul mercato i locali commerciali sfitti.
Tra le misure indicate anche incentivi rafforzati per giovani e nuove imprese, sostegno al ricambio generazionale e alla digitalizzazione, procedure amministrative semplificate, premialità per i piccoli Comuni e le aree a rischio di desertificazione commerciale e un fondo regionale per il commercio di prossimità con programmazione pluriennale e risorse certe.
La mobilitazione per la proposta di legge
“La perdita di oltre 4.000 attività commerciali in sei anni deve richiamare l’attenzione delle istituzioni regionali e locali e rende necessaria una politica pubblica strutturale a sostegno del commercio di prossimità e della rigenerazione dei centri urbani”, ha affermato Bolognese. Il 9 e 10 settembre, Confesercenti Sardegna invita cittadini, imprese e amministratori locali a sostenere la proposta di legge attraverso la raccolta delle firme nei punti individuati sul territorio e nelle sedi dell’associazione.



