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Violenza domestica e femminicidio in Gallura: la denuncia di Nicolina Giagheddu e la risposta di Mario Ragnedda

Dopo il femminicidio di Cinzia Pinna, Nicolina Giagheddu denuncia il marito Mario Ragneddu per violenze domestiche. Gli avvocati di Ragneddu respingono le accuse.

Violenza domestica e femminicidio in Gallura: la denuncia di Nicolina Giagheddu e la risposta di Mario Ragnedda

Un anno dopo il tragico femminicidio di Cinzia Pinna, avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2025 nella tenuta di ConcaEntosa tra Palau e Arzachena, la famiglia Ragneddu è al centro di un nuovo dramma. Nicolina Giagheddu, madre di Emanuele Ragneddu, l’imprenditore del vino reo confesso dell’omicidio, ha presentato una denuncia alla Procura di Tempio contro il marito Mario Ragneddu, accusandolo di violenze domestiche protratte per 30 anni.

La vicenda, che ha scosso la comunità di Castelsardo e non solo, si è ulteriormente complicata con la risposta degli avvocati di Mario Ragneddu, Gabriele Satta e Luca Montella, che hanno definito le accuse della Giagheddu destituite di qualsiasi fondamento e gravemente lesive della reputazione del loro assistito.

Le accuse di Nicolina Giagheddu: 30 anni di violenze

Nella sua denuncia, depositata presso la Procura di Tempio, Nicolina Giagheddu racconta un calvario di abusi fisici e psicologici subiti per decenni. La donna, difesa dalle avvocate Angela Corda e Rosalia Deiana, ha allegato alla denuncia di 21 pagine numerosi video e registrazioni audio a supporto delle sue affermazioni.

Sono stata picchiata da mio marito“, ha dichiarato Giagheddu, descrivendo episodi di violenza fisica e umiliazioni. “Mi dava pugni in testa per banali disguidi, venivo rinchiusa in casa, minacciata di morte. Ho rischiato di fare la stessa fine di Cinzia“, ha aggiunto, facendo riferimento alla tragica fine di Cinzia Pinna.

La donna ha affermato di aver trovato il coraggio di denunciare solo dopo il femminicidio di Cinzia Pinna, avvenuto nella tenuta di famiglia. “Dal 7 ho lasciato la casa coniugale“, ha dichiarato, spiegando di aver tenuto la notizia riservata fino a novembre, quando ha rotto definitivamente ogni rapporto con il marito. Tuttavia, Giagheddu ha riferito di continuare a subire persecuzioni da parte di Ragneddu, che la aspetta sotto casa o nei luoghi che frequenta.

La donna ha anche annunciato l’intenzione di vendere la tenuta di ConcaEntosa e di utilizzare il ricavato per risarcire la famiglia di Cinzia Pinna. “So bene che i miei soldi non riporteranno indietro le lancette del tempo, ma sento di doverlo fare“, ha dichiarato.

La risposta di Mario Ragnedda: accuse infondate e calunnie

Gli avvocati di Mario Ragneddu, Gabriele Satta e Luca Montella, hanno risposto alle accuse con una dichiarazione ufficiale definendo le affermazioni di Nicolina Giagheddu frutto di pura invenzione e di una gravissima alterazione della realtà.

Pur nella piena consapevolezza della falsità, gravità e ferocia delle accuse“, scrivono i legali, “il sentimento prevalente in Mario Ragnedda è quello di una profonda e infinita tristezza: la tristezza di un uomo mite che ha dedicato l’intera vita, il proprio lavoro e innumerevoli sacrifici alla propria famiglia, alla moglie e al figlio Emanuele“.

Secondo gli avvocati, è la stessa Giagheddu ad aver tenuto condotte aggressive e prevaricatrici negli anni, non solo nei confronti del marito ma anche del figlio Emanuele. “Di fronte ad esse, la reazione del signor Ragnedda è sempre stata un imbarazzato e doloroso silenzio“, affermano.

I legali di Ragneddu non escludono che le accuse siano motivate da ragioni economiche legate a ingenti somme di denaro sottratte al marito e al timore di azioni di tutela patrimoniale. “Non sono chiare le reali motivazioni che spingono oggi la Giagheddu a tali esternazioni“, concludono, riservandosi di denunciare per calunnia e diffamazione Nicolina Giagheddu e chiunque diffonda le sue accuse.

Il contesto del femminicidio di Cinzia Pinna

Il caso di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa con tre colpi di pistola nella tenuta di ConcaEntosa, ha scosso l’opinione pubblica. Emanuele Ragneddu, figlio di Mario e Nicolina, ha confessato l’omicidio, ma la vicenda ha lasciato molte domande aperte.

Nicolina Giagheddu, che ha ripudiato il figlio dopo l’arresto, continua a non voler avere alcun contatto con Emanuele, attualmente detenuto nel carcere di Sassari. La vendita della tenuta di ConcaEntosa e il risarcimento alla famiglia di Cinzia Pinna rappresentano un tentativo di fare ammenda per un dramma che ha segnato profondamente la comunità.

La guerra legale tra i coniugi Ragneddu si inserisce in un contesto già drammatico, aggiungendo un ulteriore strato di complessità a una vicenda che ha già lasciato cicatrici profonde.

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