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Fernando o della melanconia dell’irreversibile: lanciato a Sanluri

Scopri il romanzo d'esordio di Andrea Serra, in scena a Sanluri, e la denuncia della crisi industriale del Sulcis narrata da un giovane intellettuale.

Fernando o della melanconia dell’irreversibile: lanciato a Sanluri

Il 30 ottobre la Biblioteca comunale di Sanluri aprirà le porte a un incontro speciale: la presentazione di Fernando o della melanconia dell’irreversibile, primo romanzo dell’autore sardo Andrea Serra. L’evento farà parte del Festival Letterario Sanluri Legge 2026 e sarà coordinato dalla scrittrice Anna Brotzu. L’ingresso è libero, offrendo al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con il tema centrale del libro, ovvero la crisi del Sulcis.

Presentazione a Sanluri del romanzo di Andrea Serra

Andrea Serra, nato a Iglesias nel 1987 e residente a Carbonia, vanta una formazione accademica solida: una laurea in Scienze politiche, un dottorato in Storia del pensiero politico e un ruolo di docente a contratto presso l’Università di Cagliari. Queste credenziali conferiscono al suo primo romanzo una prospettiva intellettuale approfondita, ma al tempo stesso una forte carica emotiva legata alla realtà quotidiana del suo territorio.

Nel pomeriggio dell’evento, Serra dialogherà con Anna Brotzu, illustrando le fonti d’ispirazione e i processi creativi che hanno guidato la costruzione dei personaggi. Il pubblico potrà porre domande su temi quali la disoccupazione giovanile, le difficoltà di accesso al mondo accademico e l’impatto della recessione industriale sul tessuto sociale della Sardegna.

Fernando: la trama di un giovane disoccupato

Al centro del romanzo c’è Fernando, un intellettuale di circa trent’anni, laureato ma senza lavoro, che ancora vive nella casa dei genitori a Carbonia. La narrazione si sviluppa come un diario ritrovato, una struttura tipica del manoscritto scoperto, in cui ogni pagina mescola cronaca quotidiana, riflessioni filosofiche e ricordi d’infanzia.

Il ruolo della famiglia di Fernando

Il padre, Vittorio, è in cassa integrazione, mentre la madre, Maria, svolge lavori di pulizia in un albergo locale. Entrambi rappresentano la crisi occupazionale che ha colpito le famiglie del Sulcis dopo la chiusura delle grandi fabbriche di alluminio. A questo scenario si aggiunge Sofia, una giovane conosciuta sui social, con cui Fernando intrattiene un rapporto ambiguo, sospeso tra amicizia e un possibile amore mai consumato.

Fernando coltiva una passione per gli eteronimi e crea profili falsi per sperimentare identità alternative. Questa pratica diventa per lui un modo di elaborare il disincanto e di interrogarsi sul senso della propria immobilità, trasformando la scrittura in un rifugio privato dove poter dare forma a un futuro che altrimenti appare precluso.

Carbonia, crudo scenario della crisi del Sulcis

La città di Carbonia non è un semplice sfondo, ma una presenza attiva nella narrazione. Fondata come progetto urbanistico legato allo sviluppo minerario, la città ha visto, negli ultimi decenni, il crollo delle grandi industrie dell’alluminio, lasciando dietro di sé un paesaggio di fabbriche abbandonate e edifici segnati dal tempo. Questa desolazione architettonica riflette la condizione psicologica di Fernando, intrappolato in un presente privo di prospettive concrete.

Il romanzo affronta la solitudine e la melanconia non solo come stati d’animo individuali, ma come sintomi di una più ampia situazione socio-economica che minaccia l’intera generazione del Sulcis. Le difficoltà nell’ottenere borse di studio, la precarietà dei contratti e la mancanza di opportunità professionali emergono come ostacoli insormontabili per un giovane che desidera ancora coltivare ambizioni intellettuali.

Durante l’incontro, Serra e Brotzu approfondiranno come la narrativa possa fungere da strumento di denuncia e allo stesso tempo da spazio di speranza, offrendo ai lettori una finestra su una realtà spesso trascurata dal dibattito nazionale. L’evento si chiude con una sessione di domande e risposte, lasciando al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con le tematiche di disoccupazione, identità digitale e crisi industriale che permeano il romanzo.

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