Da mercoledì 17 a sabato 20 giugno Olbia ospita la prima edizione della Borsa Internazionale Siti Patrimonio Mondiale (Bispm)un’iniziativa ideata per valorizzare e promuovere il patrimonio Unesco della Sardegna sul mercato nazionale e internazionale. L’evento è promosso dall’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegnain collaborazione con la Camera di Commercio di Sassarie mette a confronto operatori turistici, buyer e istituzioni attorno alle risorse culturali e naturali dell’isola.
Al centro della Borsa ci sono sia i beni materiali sia quelli immateriali riconosciuti dall’Unesco: il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini, le 18 Domus de Janas entrate nella World Heritage List nel 2026, il Canto a Tenorela Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora. L’obiettivo dichiarato è trasformare questi elementi in prodotti turistici capaci di sostenere un modello di turismo slow e di qualità.
Il convegno inaugurale al Museo Archeologico Nazionale di Olbia
La manifestazione è stata inaugurata con un convegno tenutosi al Museo Archeologico Nazionale di Olbia. Il seminario, intitolato “Il patrimonio mondiale Unesco: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow“, è stato strutturato in due tavole rotonde: la prima sulle esperienze italiane di successo nella valorizzazione turistica dei siti Unesco; la seconda dedicata agli attrattori culturali della Sardegna come potenziali prodotti turistici. Interventi introduttivi sono stati affidati al sindaco di Olbia Settimo Nizzial presidente della Camera di commercio di Sassari Stefano Viscontial deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramannaagli assessori regionali Franco Cuccureddu (Turismo) e Ilaria Portas (Cultura), e alla dg del Ministero della Cultura Mariassunta Peci. In collegamento video è intervenuta la presidente della Regione Alessandra Toddementre il confronto è stato moderato da Mario Tozzi del CNR.
Dichiarazioni e linee strategiche emerse
Nel corso degli interventi sono emerse linee chiare: utilizzare il riconoscimento Unesco non solo come etichetta, ma come leva per creare prodotti turistici esperienziali che valorizzino archeologia, paesaggio, arte e spiritualità. La presidente della Regione, Alessandra Toddeha sintetizzato la sfida con la frase: “Il nostro compito è trasformare questa ricchezza in opportunità e sviluppo economico“. L’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccuredduha sottolineato la volontà di posizionare la Sardegna al centro del turismo culturale europeo, distribuendo i flussi su tutto il territorio e lungo l’intero arco dell’anno.
Workshop e incontri B2B: operatori sardi e 40 buyer selezionati
Tra i momenti più rilevanti della Borsa c’è il workshop previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori turistici dell’isola presenteranno le proprie proposte a 40 buyer selezionati, italiani e stranieri. Questa fase di matching mira a tradurre offerte culturali e archeologiche in pacchetti commercializzabili, puntando su viaggiatori interessati a un turismo esperienziale e consapevole.
Il programma dell’evento include sessioni dedicate al product placement delle attrazioni Unesco, alla promozione delle aree interne, dei cammini e dei borghi, oltre a momenti di confronto su modelli di gestione sostenibile e su come integrare beni immateriali, come il Canto a Tenore e la Faradda de li Candarericon l’offerta archeologica.
Il ruolo delle istituzioni e degli enti coinvolti
L’organizzazione della Borsa vede il coinvolgimento dell’Assessorato del Turismo della Regione Autonoma della Sardegnadella Camera di Commercio di Sassari e di partner come M&C Marketing Consulting. Il Ministero della Cultura e il CNR partecipano con contributi tecnici e scientifici, mentre amministrazioni locali e operatori del territorio sono chiamati a tradurre le linee politiche in iniziative concrete di promozione.
L’assessore Cuccureddu ha evidenziato l’ambizione di attrarre “viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità” e ha ribadito che “Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità“, con i siti Unesco come elementi centrali per questa strategia.


