27 ottobre 2026 ☀ 20°

Cagliari in vetta alla graduatoria ambientale regionale della Sardegna

Cagliari guida la classifica regionale, Oristano e Sassari prime per aria pulita, Nuoro eccelle nel riciclo.

Cagliari in vetta alla graduatoria ambientale regionale della Sardegna

Il rapporto Ecosistema urbano 2026, elaborato da Legambiente e Ambiente Italia, ha analizzato 106 capoluoghi italiani secondo venti indicatori che spaziano dalla qualità dell’aria alla gestione delle acque, dai rifiuti alla mobilità e all’uso del suolo. I risultati mostrano come la Sardegna riesca a spiccare in alcuni settori specifici, pur rimanendo fuori dalle prime trenta posizioni della graduatoria complessiva.

Tra le quattro città dell’Isola, Cagliari si aggiudica il miglior piazzamento regionale, collocandosi al 32° posto a livello nazionale con un punteggio di 62,90. Le altre tre capoluoghi si posizionano rispettivamente 49°, 60° e 61°, ma nessuna riesce a entrare nella fascia alta della classifica italiana.

Cagliari in cima alla graduatoria sarda

Il capitale meridionale ottiene il punteggio più elevato grazie a un profilo equilibrato: uso efficiente del suolo con un indice di 9 su 10, assenza di superamenti della soglia di ozono (120 µg/m³ su media mobile di otto ore) e risultati accettabili nella gestione delle acque. Tuttavia, il peso delle diverse componenti della scala di valutazione — mobilità (21 %), aria (19 %), rifiuti, acqua e ambiente urbano (18 % ciascuno) ed energia (6 %) — fa sì che l’eccellenza in un singolo ambito non sia sufficiente a garantire un punteggio totale più alto.

Indice di uso del suolo

L’indice di uso del suolo combina consumo territoriale, accessibilità e livello di urbanizzazione. Un valore di 9 su 10 indica che Cagliari sta limitando l’espansione urbana incontrollata, favorendo la densificazione e la protezione delle aree verdi.

Qualità dell’aria: Oristano e Sassari al primo posto nazionale

Oristano conquista il primo posto in Italia per la concentrazione media annua di PM10, registrando 12 µg/m³. Il PM10 è una particella di diametro inferiore a 10 micron, capace di penetrare nei bronchi e di causare irritazioni respiratorie. Alle spalle di Oristano seguono Ascoli Piceno (13 µg/m³) e Savona (14 µg/m³).

Sassari, invece, condivide il secondo posto per PM2,5 con Enna, raggiungendo 7 µg/m³. Il PM2,5 rappresenta particelle più fini (diametro < 2,5 micron) e costituisce un indicatore chiave di inquinamento atmosferico profondo, collegato a problemi cardiovascolari. Il leader in questa categoria è Catanzaro, che registra una media di 6 µg/m³.

Ozono: un risultato positivo per Cagliari

Nel monitoraggio dell’ ozono, Cagliari non ha registrato alcuna giornata di superamento della soglia normativa, mentre Sassari ha superato il limite una sola volta, confermando una buona gestione delle emissioni fotochemicali.

Rifiuti e riciclo: il primato di Nuoro

Nuoro brilla nella raccolta differenziata, arrivando al quarto posto a livello nazionale con un tasso dell’86 %. Questo valore supera di quasi venti punti la media italiana del 66,2 % e dimostra un forte impegno della cittadinanza e delle amministrazioni locali nella separazione dei materiali.

Ferrara, Cesena e Treviso completano la top-four della raccolta differenziata, ma Nuoro rimane l’unica città sarda ad emergere in questo ambito, confermando una cultura ambientale radicata nella zona centrale dell’Isola.

Il panorama nazionale

A livello di Italia intera, la classifica è guidata da Mantova, seguita da Trento e Bolzano. Il rapporto evidenzia miglioramenti discreti nella raccolta differenziata, nell’uso del trasporto pubblico e nella riduzione delle perdite idriche, ma segnala persistenti criticità legate allo smog, al consumo di suolo e all’incremento del numero di automobili, con una media di 70 veicoli ogni cento abitanti nei capoluoghi analizzati.

La quota media di raccolta differenziata è del 66,15 %, mentre la dispersione delle reti idriche si è ridotta al 34,7 %. Questi dati indicano un progresso graduale, ma sottolineano anche come i risultati ambientali varino notevolmente da una città all’altra, rendendo necessarie politiche su misura per ogni contesto.

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