Il piccolo promontorio di Cala Finanza a Porto San Paolo è al centro di una vivace controversia che ha visto scontrarsi cittadini, amministratori locali e grandi investitori. La questione, che ha animato un incontro pubblico nella sala consiliare “Le Farfalle”, riguarda un progetto di sviluppo che potrebbe cambiare il volto di questa area costiera.
Al centro del dibattito c’è la Zona economica speciale (Zes)uno strumento normativo che ha permesso di accelerare i processi amministrativi, bypassando in parte le normative regionali e comunali. Questo ha scatenato le proteste di chi teme una speculazione edilizia e un impatto negativo sul paesaggio naturale.
La genesi del progetto e le accuse di speculazione
Il progetto, noto come Tavolara Bayprevede la realizzazione di un resort di lusso con 60 villetteun boutique hotel e altre strutture ricettive. La società promotrice ha richiesto una riclassificazione di 10 ettari da zona H a zona F4, ottenendo invece una modifica in F2 senza volumetria aggiuntiva. In cambio, il Comune ha ottenuto 5 ettari per la realizzazione di un parco pubblico e l’accesso al mare.
Il sindaco Francesco Lai ha difeso la decisione, affermando che “non ci sarà nessuna speculazione“. Tuttavia, i cittadini hanno espresso preoccupazione per l’impatto ambientale e il rischio di un turismo di massa che potrebbe alterare la quiete del luogo. Una signora ha mescolato in un intervento confuso temi come la mafia, i vaccini e le pale eoliche, riflettendo il clima di tensione e sfiducia.
Il ruolo della Zes e le critiche al governo Meloni
La Zes è stata al centro delle critiche, con l’accusa di aver ignorato i pareri negativi e i vincoli urbanistici e paesaggistici. Il vice sindaco Pinuccio Maludrottu ha sottolineato che “le Zes e le sue procedure semplificate non incidono sulle norme regionali“. La legge regionale 45 del 1989 e il Ppr (Piano Paesaggistico Regionale) impongono limiti alle costruzioni entro 300 metri dal mareche saranno rispettati.
Il vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni ha annunciato la disponibilità a ricorrere alla Corte Costituzionale se il Tar Sardegna non concederà la sospensiva richiesta dalla Regione l’8 luglio. Il progetto è stato approvato dal Consiglio dei ministrima la Regione ha presentato ricorso per difendere le prerogative locali.
Il progetto Tavolara Bay e le sue ambizioni
Il gruppo Jhsfattraverso la società Tavolara Bay Srlha presentato un masterplan che prevede la realizzazione di un resort di lusso su 120 ettari di terreni. Il progetto include un boutique hotel, 25 ville privatebeach club, impianti sportivi, ristoranti e un campo da golf. L’investimento stimato è di circa 200 milioni di eurocon la creazione di 500 posti di lavoro.
Il progetto include anche un glampingun campeggio di lusso con 9 moduli amovibilidi cui 7 alloggiche saranno operativi solo durante i mesi estivi. La società ha acquisito anche un ristorante a Tavolara, l’ex Corona, e ha avviato incontri con gli enti pubblici per opere di interesse pubblico destinate al paese.
Nonostante le polemiche, il percorso amministrativo è ancora nelle fasi iniziali. L’unico procedimento attivo riguarda la riclassificazione di 10 ettari a Punta La Greca, con il cambio di destinazione d’uso da residenziale a ricettivo e la realizzazione del glamping. Il consiglio comunale di Porto San Paolo ha approvato la variante urbanistica, ma i pareri degli enti coinvolti sono stati per lo più negativi.
Le posizioni dei politici e le prospettive future
L’ex sindaco Giovanni Inzaina ha criticato gli amministratori attuali, ricordando che nel 2012 aveva annullato un Puc che prevedeva 157 mila metri cubiriducendoli a 35 mila. La presidente della Regione Alessandra Todde ha chiarito che la Zes, così come riformulata nel 2026non è addebitabile al governo Conte, ma al governo Meloni.
Il Tar Sardegna dovrà decidere sulla sospensiva richiesta dalla Regione l’8 luglio. Se la sospensiva non sarà concessa, la Regione è pronta a ricorrere alla Corte Costituzionale per difendere il territorio e le prerogative della Sardegna. Intanto, i cittadini continuano a vigilare, temendo che il progetto possa compromettere l’integrità ambientale e il carattere unico di Cala Finanza.


