La notte tra sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2026 segnerà il ritorno all’ora solare su tutto il territorio nazionale, incluse le isole della Sardegna. Alle 03:00 saranno spostate indietro di un’ora, facendo scattare le 02:00, con conseguente “ora in più” di sonno per chi dorme durante la notte di transizione.
Questo adeguamento chiude il ciclo di sette mesi di ora legale, avviato il 29, e prepara il Paese alla progressiva riduzione della luce diurna tipica dell’autunno e dell’inverno.
Data, orario e meccanismo del cambio di orario
Il passaggio avverrà esattamente nella notte del 24-25 ottobre 2026, quando le lancette, che indicano le 03:00, torneranno indietro a 02:00. Questo spostamento di sessanta minuti è previsto dall’ ordinamento europeo sul tempo civile e riguarda ogni cittadino, dalle grandi città alle realtà più isolate come Villaperuccio, in Sardegna.
Il prossimo ritorno all’ora legale
Una volta concluso il periodo invernale, l’Italia tornerà all’ora legale nella notte tra sabato 27 e domenica 28 marzo 2027, quando le lancette saranno spinte in avanti dalle 02:00 alle 03:00.
Effetti sulla luce diurna e sulla quotidianità
L’ora solare modifica il rapporto tra l’orario di riferimento e il ciclo naturale del Sole. A partire dalla domenica mattina, l’alba arriverà prima sull’orologio, mentre il tramonto si anticiperà di un’ora. In pratica, le prime ore del giorno saranno più luminose, ma il pomeriggio si accorcerà, con il buio che arriverà intorno alle 17:30-18:00 per chi è in movimento.
Esempio pratico: Villaperuccio
Nel comune sardo di Villaperuccio, l’alba del 24 ottobre è prevista alle 07:44 e il tramonto alle 18:34. Dopo il cambiamento, l’alba si sposterà a circa le 07:31, mentre il tramonto cadrà intorno alle 17:33. La durata della luce diurna si ridurrà di circa un’ora rispetto ai giorni precedenti, passando da 11 ore e 47 minuti all’inizio del mese a 10 ore e 34 minuti verso la fine di ottobre.
Questa variazione avrà ripercussioni su attività come il lavoro, la scuola e gli sport all’aperto: i bambini potranno approfittare di una mattina più luminosa, ma dovranno affrontare un ritorno a casa più presto rispetto al periodo estivo.
Riflessi su consumo energetico e servizi pubblici
Con più luce al sorgere, le famiglie tendono a ridurre l’uso dell’illuminazione artificiale nelle prime ore, mentre la diminuzione della luce pomeridiana può aumentare la domanda di energia per l’illuminazione serale. Anche le compagnie di trasporto pubblico adeguano gli orari delle corse per garantire la copertura delle fasce orarie più affollate, in modo da rispecchiare le nuove condizioni di luminosità.
Orologi, smartphone e consigli pratici
I dispositivi connessi a internet – smartphone, tablet, computer e smartwatch – aggiornano l’orario automaticamente, senza alcun intervento da parte dell’utente. Tuttavia, è consigliato verificare che la sincronizzazione sia attiva, soprattutto se il dispositivo utilizza ancora impostazioni manuali.
Dispositivi analogici da regolare
Gli orologi da parete, le sveglie tradizionali e i display di elettrodomestici che non si collegano alla rete dovranno essere impostati manualmente indietro di un’ora. Per evitare ritardi negli appuntamenti, è utile controllare gli orari programmati per la mattina di domenica 25 ottobre prima di andare a letto.
Adattamento del ritmo biologico
Nonostante la “ora in più” di sonno, il cambiamento della luce può temporaneamente alterare il ritmo sonno-veglia. Gli esperti raccomandano di mantenere orari regolari per il riposo, di esporsi alla luce naturale nelle prime ore del giorno e di concedersi qualche giorno di margine per abituarsi al nuovo orario.
Il ritorno all’ ora solare il 25 ottobre 2026 porterà più luce al mattino, pomeriggi più brevi e richiederà piccoli aggiustamenti su orologi analogici e abitudini quotidiane. Tenere presente le date del prossimo cambiamento, il 28 marzo 2027, permette di pianificare al meglio le attività personali e professionali per l’intero anno.



