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Colonie penali sarde: SAPPE denuncia e visita 19-21 ottobre

Il sindacato SAPPE lancia l’allarme su personale, bilanci e assistenza sanitaria nelle colonie penali sarde, annunciando una visita dal 19 al 21 ottobre per chiedere interventi urgenti.

Colonie penali sarde: SAPPE denuncia e visita 19-21 ottobre

Il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha presentato un dossier dettagliato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per denunciare una serie di carenze critiche nelle colonie penali a vocazione agricola della Sardegna. Il documento, frutto della Segreteria regionale mette in luce problemi di carenza di personalefondi insufficienti e un’assistenza psichiatrica estremamente limitata.

Per verificare sul campo le segnalazioni raccolte, il segretario generale Donato Capece guiderà una delegazione composta da Luca Fais segretario nazionale per la Sardegna, e Antonio Cannas delegato nazionale, in un viaggio previsto dal 19 al 21 ottobre. L’obiettivo è incontrare gli operatori, valutare le strutture e chiedere interventi concreti in tema di sicurezza, alloggi, finanziamenti e assistenza sanitaria.

Sassari: assemblea dei carabinieri penitenziari e richieste immediate

Il primo appuntamento avrà luogo il 19 ottobre alla Casa Circondariale di Sassari con un’assemblea prevista per le ore 10. Durante l’incontro il sindacato presenterà le richieste chiave: un rafforzamento degli organici finanziamenti adeguati per le attività agricole e zootecniche, e il ripristino di edifici caduti in stato di degrado. La mancanza di agenti, soprattutto in strutture come Is Arenas limita la vigilanza sui detenuti impegnati nei lavori agricoli, compromettendo la sicurezza complessiva.

Dettaglio delle richieste a Sassari

Il dossier indica la necessità di incrementare gli addetti al Reparto a cavallo attualmente sotto-dimensionato, e di garantire alloggi dignitosi per il personale. Viene inoltre evidenziata la necessità di una dotazione di veicoli e attrezzature di manutenzione per preservare le aree coltivate e gli edifici produttivi.

Is Arenas e Mamone: organico scarso e bilanci sottostimati

Nel territorio di Arbus la colonia penale di Is Arenas si estende su circa 2.800 ettari e sviluppa attività che spaziano dalla produzione ortofrutticola a quella casearia, passando per l’allevamento e il panificio. Nonostante il potenziale, la carenza di personale impedisce una corretta movimentazione dei detenuti e riduce l’efficacia della sorveglianza. Il sindacato sollecita quindi un rafforzamento degli organici destinati ai servizi ordinari e una revisione dell’equilibrio delle risorse assegnate al Reparto a cavallo.

La situazione a Mamone è ancora più complessa: la colonia occupa circa 2.700 ettari suddivisi in più diramazioni remote tra loro. Il dossier segnala un grave deficit di finanziamenti: la direzione ha richiesto 180.000 euro per l’officina interna, ma ne sono stati stanziati appena 25.000 euro. Questo scollamento impedisce la manutenzione dei mezzi, le bonifiche agrarie e l’acquisto di materie prime.

Potenzialità produttive di Mamone

Il territorio conta circa 15.000 olivi che potrebbero far aumentare la produzione di olio da 3.000 a 10.000 litri annui, se fossero disponibili le risorse necessarie. Inoltre, la colonia produce 220.000 litri di latte destinati a una filiera casearia interna, oltre a potenzialità nell’apicoltura, nell’allevamento e nella coltivazione di sugherete. Tuttavia, il carenza di personale la scarsa dotazione di alloggi e le difficoltà nelle comunicazioni telefoniche ostacolano lo sviluppo di queste attività.

Isili: sovraffollamento e assistenza psichiatrica carente

La colonia di Isili ospita 120 persone di cui 37 internati con patologie psichiatriche. Nonostante la presenza di 20 posti dedicati la struttura risulta sovraffollata, con una presenza specialistica limitata a una volta a settimana. Il direttore della REMS di Capoterra interviene solo ogni venti giorni, lasciando un vuoto significativo nella gestione clinica.

Il sindacato richiede un potenziamento dell’assistenza psichiatrica e una revisione dei criteri di assegnazione degli internati, affinché le condizioni sanitarie siano compatibili con le esigenze della struttura. Inoltre, il dossier evidenzia la necessità di valorizzare gli 800 ettari disponibili, includendo nuove attività produttive e valutando il ripristino del poligono di tiro per le esigenze addestrative della Polizia Penitenziaria regionale.

Solo così le colonie sarde potranno continuare a rappresentare una risorsa fondamentale per la sicurezza, il lavoro e il reinserimento sociale, senza compromettere la dignità e la sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria.

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